lunedì 5 maggio 2014

Poste italiane - Formalizzato il nuovo assetto della governance

Le decisioni assunte dall’assemblea degli azionisti. La squadra che dirigerà l’azienda fino al 2016

Dopo una falsa partenza “L’assemblea straordinaria e ordinaria degli azionisti di Poste italiane spa si è riunita il 2 a Roma”, in base a quanto pubblicato dal Corriere della Sera l’amministratore delegato scelto dal Governo, Francesco Caio, non avrebbe trovato inizialmente un'accordo con Luisa Todini, sulle deleghe. “Secondo indiscrezioni -dice il quotidiano milanese- Caio non avrebbe voluto cedere praticamente nulla dei poteri lasciando alla Todini solo un ruolo di rappresentanza nel consiglio di amministrazione della società”: ostacolo che sembra superato a quanto pare.
In assenza di informazioni da fonte ufficiale, resta la videata sull'organizzazione interna presente nel sito aziendale, che per qualche minuto il 1 era stata rivista. In luogo dei nomi più importanti, era apparso il testo “In corso di aggiornamento”. Per poi tornare alla versione precedente, con i nomi, ad esempio, di Giovanni Ialongo e Massimo Sarmi.
I rappresentanti del ministero ad Economia e finanze (che detiene, almeno per adesso, l’intera proprietà) hanno approvato, dunque, il bilancio al 31 dicembre scorso e nominato formalmente il consiglio di amministrazione. Come si sapeva dal 14 aprile, per la presidenza è stata scelta Luisa Todini; il gruppo si completa con Francesco Caio (indicato dal Governo per svolgere il ruolo di amministratore delegato), Antonio Campo Dall’Orto, Elisabetta Fabri e Roberto Rao. Resterà operativo per il triennio 2014-2016.
Al tempo stesso, è stato integrato il collegio sindacale, mettendo al suo apice, dopo le dimissioni di Francesco Massicci, Biagio Mazzotta. Confermati sia i sindaci effettivi, Nadia Fontana e Benedetta Navarra, sia i supplenti, Roberto Coffa e Patrizia Padroni. Il quadro viene chiuso -anche in questo caso, senza novità- con il magistrato della Corte dei conti addetto al controllo, Adolfo Teobaldo De Girolamo.
Il Tesoro ha voluto attribuire al presidente le deleghe sul controllo interno e questa condivisa con l’ad- sulle relazioni istituzionali.
Inoltre, sono state approvate le modifiche allo statuto, “che introducono specifici requisiti di onorabilità per gli amministratori”.


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