domenica 22 giugno 2014

Per le Poste resta da sciogliere il nodo-valutazione


La macchina per la privatizzazione di Poste Italiane si mette in moto, ma resta con la marcia in prima. La riunione che si è tenuta ieri al ministero per l'Economia, presenti per il dicastero Franco Parlato, responsabile della direzione privatizzazioni, Stefano Di Stefano (supervisione processi dismissione), Olga Cuccurullo (gestione partecipazioni in società non quotate) e per le Poste l'ad Francesco Caio (assieme agli advisor Rothschild e Clifford Chance), è servita per prendere contatto con il consorzio di banche, tre global coordinator (Citi, BofA-Merril Lynch, Citi) e due joint lead managers, (Unicredit e Banca Imi), nominato in questi giorni e avere il loro punto di vista su tempi e modalità dell'Ipo. La sintesi della giornata è la constatazione che, al momento, l'ipotesi di novembre come previsione per lo sbarco della società a piazza Affari appare sempre più difficile da rispettare, nonostante ci sia la volontà da parte di tutti di accelerare.Gli ostacoli sulla strada della privatizzazione sono sostanzialmente due e li ha messi in chiaro l'ad Caio. Il nuovo management della società dei recapiti è stato colto un po' in contropiede dal documento di consultazione sul costo del servizio universale pubblicato una settimana fa dall'Authority per le comunicazioni. Centocinquanta pagine di documento il cui cuore è un algoritmo per calcolare il costo del servizio che, a seconda di come vengono considerate alcune voci contabili, può dare risultati molto diversi. In sostanza, le Poste si sono rese conto che la certezza di rivedersi riconoscere i costi del servizio per il triennio 2011-2013 (700 milioni l'anno chiesti da Poste) e per gli anni futuri su cui aveva fatto conto il piano industriale dell'ex ad Massimo Sarmi si sta decisamente ridimensionando. Si tratta di contributi del Tesoro molto consistenti destinare a incidere sui flussi di cassa attesi e dunque, inevitabilmente, anche sulla valutazione di Poste. Il documento è in consultazione fino a metà luglio; poi servirà altro tempo all'Authority per trarre le sue conclusioni.L'altro fronte aperto è la convenzione con la Cdp, che deve essere rinnovata per 5 anni con una remunerazione annua per Poste di circa 1,5 miliardi. Un confronto è in corso tra le due parti e verte sui volumi di raccolta che la società si impegna a fare per conto di Cdp sui prodotti di risparmio postale nell'evenienza che le condizioni di mercato siano sfavorevoli. Un advisor comune ha approfondito la questione e fissato una forchetta di valore minimo e massimo per la remunerazione in caso di mercati negativi. Le parti sono divise su questi valori: Poste punta al massimo del range, Cdp al minimo. Anche questo fronte incide sulla valutazione di Poste.Il punto è che in mancanza di questi due tasselli, anche il piano industriale, che Caio ha praticamente ultimato, resta carente di componenti essenziali. E se non si può chiudere il cerchio sul piano, le banche non possono andare a vendere l'equity story sul mercato né i legali possono chiudere la bozza di prospetto. Per andare in Borsa a novembre, un pre-filing in Consob dovrebbe essere depositato entro fine luglio. La risposta finale sullo slittamento dell'Ipo - dalla quale Caio si aspetta di incassare 6 miliardi per la cessione del 40% - si avrà nella prima decade di luglio. Nel frattempo, i primi di luglio, sarà aperta la data room per consentire alle banche di cominciare a lavorare alla due diligence.

Articolo di  Laura Serafini

www.ilsole24ore.com

venerdì 20 giugno 2014

POSTE: CAIO CONVOCA SINDACATI IL 22 LUGLIO, SLITTA INCONTRO DI OGGI CON CELLI

Petitto: "confronto saltato per indisponibilita' della Cisl" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 20 giu - Francesco Caio, neoamministratore delegato di Poste Italiane, ha convocato i sindacati per il 22 luglio, presumibilmente dopo aver messo a punto il nuovo piano industriale. Intanto e' slittato ai primi di luglio il confronto, inizialmente previsto per oggi, con il neo advisor alle Risorse umane, Pierluigi Celli, che approdera' ufficialmente in azienda dal primo di luglio. L'incontro di oggi, secondo quanto dichiara Mario Petitto, segretario generale della Slp Cisl che in Poste e' il sindacato maggioritario, e' saltato "per indisponibilita' della Cisl". Petitto in una dichiarazione sul sito del sindacato ieri aveva gia' mostrato tutto il suo disappunto per le prime mosse di Caio. "Non abbiamo faticato - incalza oggi il sindacalista - per salvare questa azienda al solo scopo di dare l'impressione a qualcuno di avere un giocattolo in mano di cui puo' fare quello che vuole". Visto il clima, secondo quanto si apprende, non e' detto che tutti i sindacati andranno all'incontro del 22 luglio.
Cgil:'Non ci competono scelte dei manager, aspettiamo piano' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 20 giu - Caio con due diversi ordini di servizio ha negli scorsi giorni deciso l'assunzione ad interim della gestione del personale e l'accorpamento delle divisioni Posta, Comunicazione e logistica, oltre che il coordinamento delle controllate Mistral Air, consorzio Logistica Pacchi, Postel, Postecom, Sda e Poste Mobile. A capo di questa megadivisione e' stato scelto Roberto Giacchi, gia' amministratore di Poste Mobile. Diversa, rispetto alle critiche della Cisl, e' la linea della Cgil che si astiene dal giudizio. Spiega Cinzia Maiolini, segretaria nazionale della Slc Cgil: "Noi riteniamo che le scelte dei manager siano di competenza dell'azienda. Prima di esprimere un giudizio aspettiamo di vedere il piano industriale. Se il nuovo management vuole reinvestire nella logistica, come ha affermato si tratta di un'organizzazione simile a quella che diede l'ex amministratore delegato Corrado Passera". Diversamente se il nuovo piano contenesse migliaia di esuberi come emerso da indiscrezioni di stampa, la Cgil sarebbe nettamente contraria. Su questo fronte fa eco a Maiolini, Ciro Amicone, segretario generale della Uilpost: "Grazie alla responsabilità' del sindacato e ai sacrifici dei lavoratori Poste Italiane ha vinto una scommessa incredibile, realizzando utile in una situazione nazionale che sta sotto gli occhi di tutti. Immaginare che si possa continuare sulla strada dell'efficientamento non mi convince. Vorremmo invece eliminare gli sprechi attraverso l'innovazione organizzativa".


(RADIOCOR) 20-06-14 17:43:13 

Caio Ridisegna le Poste: Resteranno Solo tre Divisioni

Caio ridisegna le Poste: resteranno solo tre divisioni 

ROMA — L’avvio del nuovo corso in Poste Italiane rischia di costare un prezzo superiore al previsto. A poche settimane dall’insediamento di Francesco Caio, in veste di amministratore delegato, i prevedibili strappi, in nome di una discontinuità con la gestione del predecessore Massimo Sarmi, iniziano ad apparire come spie di uno stile che allarma i sindacati e il ministero dell’Economia. Nel primo caso si tratta del piano di riorganizzazione che ha spiazzato i rappresentanti dei lavoratori. Al punto che una nota di Mario Petitto, segretario generale di Slp Cisl (64 mila iscritti) spara alzo zero sottolineando, «quello che accade in Poste è veramente imbarazzante. In quindici giorni sono stati cancellati 12 anni di lavoro». L’intervento contesta le mosse di Caio, «prive di una visione strategica, senza uno straccio di piano di impresa che un nugolo di ragazzetti consulenti provano a raffazzonare». Pesante il passaggio sulla scelta dei nuovi manager nominati da Caio, «ecco spuntare le anonime retrovie di cui non si conoscevano neanche i nomi». È, insomma, la fine della pace sociale nella più popolosa azienda del Paese (143 mila dipendenti), tanto che, nel sentore di un massiccio piano di esuberi, sono previsti i primi disservizi nel recapito delle cartelle esattoriali a Milano, Roma e Napoli. A fare precipitare la situazione è stato l’ordine di servizio che prevede un rimescolamento organizzativo senza precedenti. Abbandonato il modello suddiviso in direzioni, Caio ha optato per una super divisione ribattezzata Posta, Comunicazione e LogisticaTradotto vuol dire accorpare tutte le funzioni di business dei servizi postali e logistici, oltre che il coordinamento delle società controllate Mistral Air, Consorzio Logistica Pacchi, Postel, Postecom, Sda e Poste Mobile. A capo della divisione è stato piazzato Roberto Giacchi, attuale amministratore delegato di Poste Mobile. In pratica, sotto di lui finisce metà del gruppo Poste, ad esclusione dei servizi finanziari e di BancoPosta, in attesa di un nuovo capo da individuare. La novità segue la raffica di ordini di servizio per la nomina di cinque nuovi direttori, compresa la casella pesante delle Risorse umane, affidata a Pierluigi Celli dall’1 luglio, una volta che avrà lasciato l’incarico da senior advisor in Unipol. Sul versante del ministero dell’Economia, le perplessità sono emerse all’indomani dell’ennesima melina di Caio per dilazionare la quotazione in Borsa, trincerandosi dietro la mancata sigla della convenzione con Cassa Depositi e Prestiti e del contratto per il servizio universale con l’Autorità delle Comunicazioni.
CORRIERE DELLA SERA articolo di Andrea Ducci