mercoledì 6 maggio 2015

Risposta di un dipendente all'articolo- poste patria di inabili



In base a quanto segnalato qui

Al Sig. Antonello Caporale
Gentile signor Caporale,
sono uno dei Postali di cui Lei parla nel suo articolo.
Ho letto l’articolo e Le assicuro che non ho nessuna intenzione di criticare le sue personali idee sulle Poste, sul Sindacato (al quale sono iscritto da molti anni) e sulle politiche clientelari. Rispetto le sue opinioni.
Personalmente sono stato assunto dopo un lungo periodo di “apprendistato” ed ho dovuto lasciare la mia città per trasferirmi al Nord, dove si erano create le condizioni per la mia assunzione a tempo indeterminato.
Non ho mai chiesto il trasferimento perché nella mia città di adozione ho trovato moglie.
Mi permetto di farle osservare che la prima parte del suo articolo è molto offensiva. Forse non era sua intenzione, forse voleva solo essere sarcastico a buon mercato. Cosa c’è di meglio che prendersela con gli inabili? Però in questo ha offeso un sacco di persone, in modo gratuito.
Non nego che ci siano dei furbetti anche tra i Postali, anch'io ne conosco alcuni. Ma la maggior parte delle persone che lamentano limitazioni fisiche anche gravi hanno dalla loro parte una serie di certificati medici, hanno superato controlli piuttosto severi (non creda che l’Azienda paghi volentieri il costo dell’assenteismo) e, nella maggior parte dei casi, hanno storie piuttosto dolorose.
Lei si permette di scherzare sui problemi familiari (mamma anziana, moglie invalida, nonna immobile. Ha solo dimenticato i figli problematici, disabili gravi, malati terminali).
Faccio fatica a capire le ragioni della sua offesa. Le auguro soltanto che nella vita le sia evitato il dolore quotidiano di chi deve affrontare situazioni gravi ed è costretto a barcamenarsi tra un Servizio Sanitario Nazionale deficitario, i Servizi Sociali Territoriali assenti ed i costi mostruosi dei servizi privati.
Le auguro di non avere mai bisogno di una dialisi, né per lei né per le persone che le sono vicine. Di non avere mai bisogno di un infermiere full time per assistere un malato terminale in casa, perché gli ospedali si rifiutano di accoglierlo. Di non dover assistere un figlio autistico, o una moglie vittima di un grave incidente stradale.
Perché altrimenti avrebbe capito e si sarebbe guardato bene dal dileggiare chi si trova in condizione di difficoltà.
Le faccio anche presente, visto che dimostra di non saperne molto di servizi postali, che tra colleghi (nel recapito come alla sportelleria o altrove) ci si divide il lavoro degli assenti, quindi i furbetti hanno vita breve. Saremo anche disabili o inabili, ma non siamo stupidi.
Invece, siamo abituati a lavorare insieme, condividendo anche i momenti più faticosi. C’è molta solidarietà tra Postali e c’è anche molto orgoglio e senso di appartenenza. Per questa ragione gli Uffici Postali aprono ogni giorno ed ogni giorno noi ci impegniamo a fare quello che possiamo per garantire il servizio universale (la consegna della posta) e per risolvere i problemi piccoli e grandi che ci si presentano.
Le farebbe bene passare una settimana nel turno di notte di un CMP (i Centri di smistamento della corrispondenza), oppure potrebbe mandarci una collega donna, per capire cosa significa lavorare in quelle condizioni. Mi creda: la polvere non è il maggiore dei problemi.
Le farebbe bene palare con qualche postale scelto a caso, ascoltare quello che ha da dire, rendersi conto delle situazioni critiche in cui lavora. Magari con l’angoscia di un parente sofferente e privo di assistenza, o di un figlio che avrebbe bisogno della presenza dei genitori, invece di passare da una baby sitter all’altra.
Le farebbe bene passare una settimana affiancando un Direttore di Ufficio Postale, per rendersi conto del livello di responsabilità che gli viene accollato, delle carenze di personale, dei limiti tecnologici, della logistica sempre in crisi. I Direttori lavorano mediamente dieci ore al giorno e non percepiscono lo straordinario. Lo sapeva? Probabilmente no, nel suo articolo lei dimostra di non conoscere le cose di cui parla e di non avere molto rispetto per le persone che deride o mette alla berlina.
Infatti, lei appartiene a quel tipo di persone che preferiscono giudicare piuttosto che cercare di capire tutti gli aspetti delle questioni di cui si occupa.
In questo senso, fa parte della grande (purtroppo) della famiglia degli inabili, dal momento che il vocabolo è descritto dal Sabatini Colletti come “ Che non ha le qualità, le capacità, la forza necessarie a espletare un’attività, a svolgere un determinato compito.
Provi ad iscriversi ad un Sindacato, loro potrebbero aiutarla.
Giorgio R.



sabato 2 maggio 2015

Articolo su poste patria di inabili









Il Soviet delle Poste, patria degli “inabili” e regno della Cisl


IL SINDACATO BIANCO FA TESSERAMENTI RECORD. TRA GLI ASSUNTI CHI NON PUÒ ALZARE PACCHI, CHI NON PUÒ FARE LA NOTTE E CHI NON PUÒ STARE NELLA POLVERE

Ogni giorno che Dio manda in terra 14 mila dipendenti delle Poste restano a casa. Sono il dieci per cento dell’organico. Settemila di essi si ammalano: febbre, artrite, mal di testa, di pancia, di gamba, di schiena. Ogni mese 19mila dipendenti delle Poste restano a casa tre giorni extra per accudire, a norma della legge 104, la mamma anziana, la moglie invalida, la nonna immobile. Ogni giorno decine di postini risultano inidonei a fare i postini. C’è chi non può sopportare carichi sulle braccia, e dunque i pacchi restano a terra. Chi non è idoneo a fare i turni notturni. E dunque la posta non la può preparare. Chi non è idoneo a soggiornare in luoghi polverosi, e purtroppo la polvere si annida tra le lettere e dunque la posta non la può smistare. Ogni giorno è una battaglia nel grande Soviet delle Poste Italiane che questo governo vorrebbe privatizzare entro novembre e ricavarne una decina di miliardi di euro, uno dei cosiddetti tesoretti da spendere magari cash. Ma che sarà un capitombolo all'ingiù se il Soviet continuerà a perdere quote di mercato, come gli sta succedendo nella divisione corrispondenza, e di fatturato.

L’utile c’è, ma i conti non splendono più

L’anno si è chiuso con un bilancio che ha ridotto drammaticamente l’attivo: da un miliardo (2013) a 220 milioni di euro (nel 2014) e il comparto tradizionale (corrispondenza) ha perso 504 milioni di euro. Avanzata persino una commissione d’inchiesta parlamentare – con tanto di timbro ufficiale da una trentina di parlamentari del Pd per decifrare i nomi di mogli e mariti, cugini e sorelle, di riciclatori di denaro sporco, di etnie sindacali affamate, di assunzioni sballate e fuorilegge, conti fuori controllo.

Le Poste Italiane sono l’ultimo ring del più grandioso e feroce scontro che si sia mai visto, immortalato la settimana scorsa dagli smartphone del gruppo degli assaltatori targati Cisl: “Bastardo, cornuto, fuori di qua, vergognaaaa!”. Grida sputate in faccia a Francesco Caio, l’amministratore delegato chiamato ad esporre la sua busta paga: un milione e duecentomila euro l’anno. Pretesto perfetto perché la falange potesse svergognarlo all'istante e sbianchettare la sua voglia di ripulire le Poste e moralizzarle un po’. “Caio pensa di essere il marchese del Grillo. Ci dice: io so’ io e voi non siete un cazzo! E invece noi ci siamo”. Parla Mario Petitto da Girifalco, provincia di Catanzaro, da dodici anni segretario dei postelegrafonici della Cisl, il sindacato monopolista, il tutore con circa 60mila tessere del popolo dei postali, l’azienda italiana più grande con i suoi 144mila dipendenti. Fino a qualche tempo fa un soviet, tecnicamente una piramide di familismo amorale che, d’un tratto, si trova a fare i conti con la sua storia imbrattata dai trucchi e dalle prebende, da vere mazzette e da un profilo clientelare promosso dal sistema dei partiti (di ogni colore) che ora ipocritamente chiede verginità.

Un ufficio di collocamento per la politica clientelare

Negli archivi di Poste italiane sono conservate le cartelline dei politici che iscrivevano – come si fosse all’ufficio di collocamento – i loro clienti nella pianta organica. Oggi quegli stessi, o quasi, avanzano a Caio, il manager napoletano con l’accento londinese, di spezzare le reni alla moltitudine di calabresi, siciliani, campani e pugliesi che popolano in maggioranza gli uffici postali. “Anch’io sono un postino, e anch’io sono calabrese. Ed è vero che noi meridionali siamo la maggioranza. Ma si fa finta di non sapere che fino alle soglie del duemila le Poste erano un traguardo lavorativo e sociale solo per noi. Piemontesi e veneti, emiliani e lombardi non avevano interesse a quell’impiego. Ricordi che la busta paga di un postino è di 1100 euro mensili e un impiegato ne prende 150 in più. Paga da fame e i meridionali sono serviti a coprire i posti vacanti”.
È vero quel che dice Petitto, ed è giusto rammentare che la maggioranza dei dipendenti lavora sodo, che il gruppo ha un bilancio che comunque ha il segno più, che le migliaia che si sono trasferiti da Trapani a Cuneo avevano il giusto diritto di vedersi riconosciuta una vita dignitosa, un lavoro magari umile ma garantito.
Quel che è successo dopo, quella interminabile fila di migranti all’inverso, da nord verso sud, di assunzioni farlocche, di clienti aggregati nelle centinaia e centinaia di filiali è la storia abbastanza recente di un malcostume che si è fatto sistema. E di quel sistema il sindacato si è fatto garante.
Un gruppo di potere lungo dodici anni
Per dodici anni l’azienda è stata governata dallo stesso amministratore delegato, dallo stesso capo del personale, e dallo stesso segretario della Cisl. Un triumvirato. “Abbiamo fatto tutoraggio, è vero. E non nego le mie responsabilità. Ho cercato di bonificare l’ambiente, emarginare chi non si comportava bene. Ho fatto la mia parte”.
A dire dai risultati il lavoro di Petitto non è stato gratificato da un successo pieno. A novembre scorso in Sicilia scoppia lo scandalo dei figli di. Assunto il figlio del segretario provinciale di Palermo, la figlia del segretario aggiunto di Palermo, la figlia di quello di Caltanissetta, tutti e tre targati Cisl, la figlia del rappresentante della Uil di Messina e del suo collega di Agrigento, la moglie del segretario dell’Ugl di Trapani, la moglie del segretario Uil di Catania, la figlia del segretario regionale della Confsal di Catania.
da: Il Fatto Quotidiano 1° maggio 2015



Riflessioni...
Ora questi sono gli articoli che io trovo scorretti: trovo scorretto puntare alla demagogia e al qualunquismo su un tema come l'inabilità. L'inabilità non la riconosce un sindacato, ma una struttura sanitaria, deputata e statale. Non sta a me o al signore valutarne la veridicità o il valore. Può esistere malcostume, ma esula dall'azienda e rientra nel sistema Italia, in Poste come in altre realtà, ma ancora ci sono altri organi che dovrebbero vigilare e fare il loro dovere.
La nostra azienda ha una quota importante di personale che rientra in una classe di età "non giovane"; se oggi il ricambio generazionale non c'è: è colpa di una politica sulle pensioni illegittima e non lungimirante, se nel Lazio operano quasi 300 ctd è perché non si aprono le mobilità. Caio mira a fare cassa sui costi del personale, non sullo sviluppo, per questo non apre lo svincolo. Sarebbero tutte soluzioni per diminuire gli infortuni, le inabilità, le malattie, ma il giornalista non ha voglia di parlare di questo. E' l'ennesimo articolo che nasce dal preciso intento di legittimare una classe dirigente che in un anno non è riuscita a produrre un piano di sviluppo reale per l'azienda.
A Milano non ci sono state aggressioni, c'è stata solo ignoranza di un AD nei confronti dei suoi dipendenti, nel non capire cosa gli chiedevano: dare orizzonti per il futuro, il loro non il suo. Non mi risulta che Caio sia stato toccato, ed è strano che il signore, molto moralista, non affronti il problema dei super stipendi pagati al londinese e i suoi collaboratori.
Dichiarare che gli iscritti della Cisl siano raccomandati, pesi per un'azienda (malati, infortunati) alludere al fatto che chi assiste un disabile sia da biasimare è gravissimo. La Cisl in Poste non è stata costante nella sua crescita; oggi è quel che è grazie ad un lavoro, ed una qualità sindacale non rapportabile ad altre. I nuovi sindacalisti sono persone che con nessun privilegio sono in prima linea. A Milano ad affrontare Caio c'era un sindacalista CISL-SLP, non di altre sigle o di movimenti pseudo autonomi. E' grazie al duro lavoro, il coraggio e la dedizione che oggi la SLP ha la fiducia della maggioranza dei lavoratori di Poste.



venerdì 1 maggio 2015

INPS: Bando di Concorso “Asili Nido 2015″

175 Contributi per il rimborso delle spese di iscrizione e frequenza presso Asili Nido per bambini nati nell’anno 2013, a favore dei figli dei dipendenti del Gruppo di Poste Italiane S.p.A. 
Concorso per l’assegnazione di 175 contributi, ciascuno di importo massimo non superiore a € 400,00, da erogarsi sotto forma di rimborso delle spese sostenute per iscrizione e frequenza presso Asili Nido nell’anno 2014/2015.
Riservato ai bambini nati nell’anno 2013, figli dei Dipendenti del Gruppo Poste Italiane S.p.A. sottoposti alla trattenuta mensile dello 0,40 %, di cui all’art. 3 della Legge n. 208 del 27 marzo 1952. ASILI NIDO – pag. 2
Modalità di erogazione del beneficio 
Nel limite dell’importo massimo previsto di € 400,00, dietro presentazione delle ricevute originali rilasciate dall’Asilo Nido, fiscalmente valide, riferite all’anno 2014/2015 e intestate al genitore dipendente del Gruppo Poste Italiane S.p.A., si provvederà a corrispondere il contributo direttamente al beneficiario. A tal fine è importante che nello schema di domanda siano correttamente indicate le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale si desidera riceve l’accredito del bonus in oggetto (importante: non è possibile indicare coordinate di libretto postale ma solo di conto corrente. Il conto corrente deve essere intestato al richiedente).
Criteri per la formulazione della graduatoria 
La graduatoria sarà definita su valori crescenti di indicatore ISEE, come da attestazione relativa al nucleo familiare del concorrente, valida alla data di scadenza del presente bando.
Si concederà un solo beneficio per ogni nucleo familiare.
Attestazione ISEE 
1. Il richiedente la prestazione, all’atto della presentazione della domanda, deve aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la determinazione dell’ISEE ordinaria o ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, qualora ne ricorrano le condizioni ai sensi delle vigenti disposizioni. L’attestazione ISEE è rilasciata dall’INPS o dagli Enti Convenzionati (Caf, Comuni, etc.) previa presentazione della predetta Dichiarazione Sostitutiva Unica da parte del richiedente.
2. Nel caso sia già stata emessa un’attestazione ISEE 2015, riferita al nucleo familiare in cui compare il beneficiario, non sarà necessario richiedere una nuova attestazione. Vista l’abrogazione della previgente normativa in materia di ISEE, tutte le attestazione ISEE elaborate nell’anno 2014 sono scadute il 31/12/2014. L’utente, in tali casi, deve richiedere la certificazione ISEE 2015. Il valore dell’attestazione ISEE è acquisito automaticamente dall’INPS.
3. Qualora, in sede di istruttoria della domanda, il sistema non rilevi la presentazione di una valida dichiarazione sostitutiva unica alla data di inoltro della domanda, la stessa sarà respinta. ASILI NIDO – pag. 3
4. L’Istituto non si assume alcuna responsabilità, nel caso di mancata trasmissione telematica dell’attestazione ISEE da parte degli Enti convenzionati o di erronea trascrizione del codice fiscale del beneficiario o dei componenti del nucleo familiare all’interno della medesima attestazione.
5. L’acquisizione della certificazione ISEE potrà essere verificata all’interno della procedura, nell’area riservata dei Servizi on line. Si ricorda che dal giorno della sua elaborazione alla data della sua certificazione, potranno trascorrere anche due settimane.
Presentazione della domanda 
La domanda va redatta utilizzando esclusivamente lo schema di domanda reperibile nella sezione modulistica del sito Inps. Lo schema dovrà essere compilato in stampatello ed in modo leggibile. ATTENZIONE 
La domanda deve essere corredata di:
 fotocopia non autenticata di documento di identità del richiedente;
 originali o copie conformi delle ricevute fiscali attestanti le spese sostenute;
 indicazione del codice IBAN del conto corrente intestato al richiedente sul quale si desidera ricevere il bonifico nel caso di assegnazione del beneficio.
Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è il 
30 giugno 2015 


BANDO ASILO NIDO 2015

MODULO DOMANDA


Avviso di Concorso BONUS BEBE’ 2015: 800 contributi per Bambini Nati nell’anno 2014, figli a carico di dipendenti del Gruppo Poste Italiane S.p.A.

CONCORSO per l’assegnazione di 800 contributi di importo pari a € 500,00 ciascuno, da erogarsi in favore di bambini nati nell’anno 2014.
Riservato ai figli dei Dipendenti del Gruppo Poste Italiane S.p.A. sottoposti alla trattenuta mensile dello 0,40 %, di cui dall’art. 3 della Legge n. 208 del 27 marzo 1952. BONUS BEBE’ – pag. 2
Modalità di erogazione del beneficio. 
Il beneficio verrà erogato direttamente al richiedente, a tal fine è importante che nello schema di domanda siano correttamente indicate in stampatello ed in modo leggibile le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale si desidera riceve l’accredito del bonus in oggetto (importante: non è possibile indicare coordinate di libretto postale ma solo di conto corrente. Il conto corrente deve essere necessariamente intestato al richiedente).
Criteri per la formulazione della graduatoria 
La graduatoria sarà definita su valori crescenti di indicatore ISEE, come da attestazione relativa al nucleo familiare del concorrente, valida alla data di scadenza del presente bando.
Si concederà un solo beneficio per ogni nucleo familiare.
Tuttavia, in caso di parto plurimo dovrà comunque essere redatta una domanda per ciascun bambino ed in tal caso, la concessione dell’ulteriore bonus sarà comunque subordinata alla disponibilità economica restante.
Importante: Il presente Bonus non è cumulabile con altri incentivi, sovvenzioni o qualunque altra forma di sostegno statale alle nascite.

Attestazione ISEE
  • Il richiedente la prestazione, all’atto della presentazione della domanda, deve aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la determinazione dell’ISEE ordinaria o ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi, qualora ne ricorrano le condizioni ai sensi delle vigenti disposizioni. L’attestazione ISEE è rilasciata dall’INPS o dagli Enti Convenzionati (Caf, Comuni, etc.) previa presentazione della predetta Dichiarazione Sostitutiva Unica da parte del richiedente.
  • Nel caso sia già stata emessa un’attestazione ISEE 2015, riferita al nucleo familiare in cui compare il beneficiario, non sarà necessario richiedere una nuova attestazione. Vista l’abrogazione della previgente normativa in materia di ISEE, tutte le attestazione ISEE elaborate nell’anno 2014 sono scadute il 31/12/2014. L’utente, in tali casi, deve richiedere la certificazione ISEE 2015. BONUS BEBE’ – pag. 3 Il valore dell’attestazione ISEE è acquisito automaticamente dall’INPS.
  • Qualora, in sede di istruttoria della domanda, il sistema non rilevi la presentazione di una valida dichiarazione sostitutiva unica alla data di inoltro della richiesta, la stessa sarà respinta.
  • L’Istituto non si assume alcuna responsabilità, nel caso di mancata trasmissione telematica dell’attestazione ISEE da parte degli Enti convenzionati o di erronea trascrizione del codice fiscale del beneficiario o dei componenti del nucleo familiare all’interno della medesima attestazione.
  • Si ricorda che dal giorno della sua elaborazione alla data della sua certificazione, potranno trascorrere anche due settimane. BONUS BEBE’ – pag. 4

La domanda va redatta utilizzando esclusivamente lo schema pubblicato nella sezione “modulistica” del sito www.inps.it. ATTENZIONE 
La domanda deve essere corredata di:
 fotocopia non autenticata di documento di identità del richiedente;
 dichiarazione sostitutiva di certificazione di atto di nascita ex D.P.R. 445/2000 artt. 46 e 47;
 indicazione del codice IBAN del conto corrente intestato al richiedente sul quale si desidera ricevere il bonifico in caso di assegnazione del beneficio.

Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è il 
31 luglio 2015 




Comunicato al personale-Procedura 730 WEB- per chi presenta la dichiarazione dei redditi all'Azienda


domenica 26 aprile 2015

200.000 contatti


Il blog ha superato i 200.000 contatti, il momento combacia con un altro periodo complicato e difficile lavorativamente parlando. Le notizie e gli sviluppi cui assistiamo, ci costringono a stare sull'attenti pronti a ciò che sarà necessario, per difendere e tutelare il nostro lavoro e la nostra azienda. E' stato aperto il conflitto di lavoro in molte regioni, e i termini di servizio e di qualità del lavoro sono in criticità in molte città. A nascondere i molti fallimenti assistiamo a quotidiane omissioni ed assenze dei responsabili strapagati.  Mi auguro che determinati interlocutori si aprano presto ad un maggiore senso di responsabilità e di lungimiranza, comprendendo che i loro ruoli non vertono solo su compensi stratosferici o status, ma su dei precisi obblighi nei confronti delle persone che dirigono. Per quel che concerne il blog voci amiche e meno amiche mi hanno fatto comprendere che bisogna fare un passettino ulteriore, premere l'acceleratore: quindi compatibilmente con il tempo a mia disposizione, cercherò di avviare quel processo di trasformazione cui vi avevo parlato tempo addietro. Come sempre spero che il blog sarà in grado di accompagnare e informare tutti i colleghi, vicini e lontani, sui difficili mesi che ci aspettano.






giovedì 23 aprile 2015

GRUPPO NEXIVE E OO.SS: INCONTRO SUL PIANO STRATEGICO


23 APRILE 2015
In data 22/4/2015, si è svolta a Milano tra i vertici del Gruppo Nexive S.p.A e le OO.SS Nazionali CGIL,CISL,UIL  e le RSA delle varie realtà del territorio nazionale, la prima riunione che ha seguito la presentazione del Piano d'Impresa avvenuta in data 2 aprile 2015.
La riunione ha dato il via al confronto che era stato richiesto dalle OO.SS in merito alle iniziative organizzative previste dal Piano d'Impresa  ed alle  conseguenti ricadute sul personale delle varie realtà lavorative.
Infatti l'Azienda, mediante il nuovo Piano d'Impresa, intende portare avanti, sia azioni dirette  a consolidare ed incrementale il M.O.L. (politica dei prezzi, investimenti per l'avvio dell'attività legata al “parcel”, nuove strategie di penetrazione sul mercato, ecc.), sia incisivi interventi di riorganizzazione delle attività lavorative finalizzati a migliorare la produttività e la qualità dei servizi.
L'Azienda ha confermato con determinazione l'intenzione di volersi candidare come 2° operatore nazionale  nel campo del “parcel” attraverso la crescente penetrazione nel mercato e-commerce e di voler valorizzare la professionalità dei portalettere, che hanno un'approfondita conoscenza “dell'ultimo miglio” (i clienti presenti sulle rispettive zone di recapito) al fine di lanciare  nuovi servizi  con carattere di socialità e/o legati al welfare pubblico (consegna medicinali, certificazioni enti ecc.). 
In relazione a ciò l'Azienda si è riservata di presentare alle OO.SS alcuni “progetti ” sui quali avviare un confronto con cadenza quindicinale e da concludere entro il mese di Giugno p.v. , considerato che a far data dallo stesso mese dovrà essere avviata la contrattazione di 2 livello per il rinnovo del Premio di Risultato.
I temi anticipati sui quale l'Azienda vuole confrontarsi sono: incentivazione all'uscita finalizzata ad un ricambio generazionale tra lavoratori (se possibile anche padre/figlio), flessibilità organizzativa, articolazione rete indiretta, produttività, qualità servizi, avvio servizio “parcel” entro 20 Kg, serie iniziative di welfare aziendale finalizzate a migliorare e rafforzare il rapporto azienda/lavoratore.
Nel corso dell'incontro l'Azienda ha confermato l'avvio del servizio “parcel” sulle realtà di Firenze e Roma; i lavoratori Nexive al momento , considerati il limite di peso di 20 kg degli oggetti trattati, saranno chiamati a svolgere solo le attività di smistamento interno, mentre la consegna viene affidata  a collaboratori esterni.
Parimenti è stata confermata dalle parti la volontà di prorogare gli accordi di stabilizzazione del 6 dicembre 2014 al fine di dare l'opportunità di poter rientrare nell'alveo dello stesso  CCNL FISE ARE al maggior numero di partner possibile con la conseguente regolarizzazione di molti lavoratori che attualmente sono da loro impiegati.
Slp-Cisl pur confermando il proprio apprezzamento per il Piano Industriale orientato al consolidamento e allo sviluppo garantendo certezza occupazionale ai dipendenti in un momento di pesante crisi del settore, si è riservato di valutare in trattativa, nello specifico, le proposte e le ricadute  sui lavoratori.
Sono quindi state fissate le date dei due prossimi incontri che si svolgeranno l'8 maggio p.v. (incentivazione all'esodo/svecchiamento) e il 19 maggio p.v con O.d.G. ancora da definire.