martedì 10 marzo 2015

PostepayCrowd vince il premio “Cerchio d’oro dell’innovazione finanziaria” - menzioni speciali per PosteID e SuperSIM NFC


Ne avevamo parlati QUI vi consiglio di rileggere il post. 


Poste Italiane vince il premio “Cerchio d’oro dell’innovazione finanziaria” con PostepayCrowd.


L’azienda fa il pieno di riconoscimenti dell’Aifin e, oltre al 1° posto per la categoria “prodotti e servizi al credito”, ottiene anche due menzioni speciali con PosteID e SuperSIM PosteMobile.
L’Associazione Italiana Financial Innovation (Aifin) ha premiato con il “Cerchio d’oro dell’Innovazione finanziaria 2014” PostepayCrowd, il progetto di crowdfunding voluto per supportare l’imprenditoria e la creatività tramite il finanziamento attraverso la folla delle idee innovative; PostepayCrowd si è classificato primo per la categoria “prodotti e servizi di credito”. Poste Italiane ha anche ottenuto due menzioni speciali rispettivamente per PosteID, il sistema di identità digitale integrato, nella categoria “Operations e IT”, e per SuperSIM NFC di PosteMobile, la Sim che trasforma lo smartphone in un mobile wallet in cui digitalizzare le proprie carte di pagamento, le tessere trasporti e le carte fedeltà, , nella categoria “prodotti e servizi di pagamento”. 
La cerimonia di premiazione si è svolta a Milano durante il Convegno AIFIn - Associazione Italiana Financial Innovation - importante appuntamento annuale dedicato all’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario.

PostepayCrowd è un nuovo modello di finanziamento collettivo grazie al quale più persone contribuiscono con somme di denaro di varia entità a un progetto in cui credono e di cui si fanno sostenitori in cambio di un reward. E’ realizzato in partnership con Eppela, la principale  piattaforma italiana di crowdfunding, e il sostegno di Visa Europe: prevede un meccanismo di co-finanziamento su alcuni progetti che riescono ad ottenere almeno il 50% del budget stabilito tramite il coinvolgimento della rete. Da www.postepaycrowd.it è possibile accedere alla descrizione dell’iniziativa e presentare i progetti “in cerca di finanziamento”, purché abbiano una valenza d’innovazione, un modello di business scalabile e ricoprano i seguenti ambiti: servizi digitali di utilità/APP, servizi di e-Commerce o servizi di e-Government.  Dal 15 aprile 2014 a oggi sono oltre 600 le proposte di progetti di startup presentate attraverso il sito e più di 4 milioni di euro i progetti finanziati. Tra questi progetti, 22 hanno raccolto oltre il 100% del budget richiesto anche grazie al co-finanziamento offerto da Poste-Visa, con una percentuale di successo di quasi il 65% (contro il 40% della media mondiale sulle principali piattaforme di crowdfunding).


Poste Italiane vuole promuovere la cultura digitale necessaria a far decollare il virtuoso meccanismo del crowdfunding nel nostro Paese, anche attraverso il supporto di Visa Europe. Gli italiani sono dei generosi donatori, ma quando si parla di supportare finanziariamente in ambito online a frenarli è spesso una radicata e profonda diffidenza verso la rete e verso i pagamenti elettronici.
Poste Italiane, da sempre presente attivamente nel processo di crescita economica e sociale del Paese, insieme a Visa sostiene questo nuovo modello partecipativo e digitale per supportare l’imprenditoria italiana. Grazie al coinvolgimento dei i 12 milioni di titolari di carte prepagate Postepay, PostepayCrowd promuove lo sviluppo di una comunità di persone motivate ad avviare un vero cambiamento grazie a un nuovo tipo di partecipazione attiva.
PosteID è il nuovo sistema sviluppato da Poste Italiane, basato sulla tecnologia di “strong authentication”, che consente di utilizzare il proprio dispositivo mobile (tablet o smartphone) come “certificatore dell’Identità Digitale” per effettuare operazioni online di pagamento e di accesso in maniera facile e sicura. Questa soluzione garantisce al cliente un unico strumento con la propria Identità Digitale sempre disponibile e con un solo codice dispositivo da lui scelto. PosteID può essere utilizzato per semplificare il processo di acquisto in ambito e-Commerce: consente infatti la compilazione facilitata dei dati utili alla spedizione/fatturazione e dei  dati di pagamento senza mai inserire sul sito del merchant i riferimenti dello strumento di pagamento utilizzato (per esempio la carta di pagamento). PosteID può essere utilizzato anche come strumento di accesso sicuro a siti web abilitati. L’Identità Digitale garantita da Poste Italiane associata al proprio dispositivo mobile consente infatti di accedere con autenticazione forte ai portali di Pubbliche Amministrazioni e Imprese.


PosteID
La SuperSIM NFC di PosteMobile trasforma lo smartphone in un mobile wallet abilitato sia ai Remote sia ai Proximity Services. La nuova SIM consente pagamenti di prossimità semplicemente avvicinando il telefono ai POS NFC dei punti vendita aderenti ai circuiti Mastercard Paypass e Visa Paywave e abilita un portafoglio virtuale di carte e servizi “digitalizzati” all’interno dell’App PosteMobile, quali l’acquisto, la fruizione e la validazione dei titoli di viaggio dei trasporti pubblici in modalità contactless (servizio già attivo su Milano e Torino) e la gestione delle proprie Carte Fedeltà per la raccolta di promo e punti direttamente sullo smartphone.

lunedì 9 marzo 2015

Tg Cisl. Jobs act. Furlan: ora stimolare con contrattazione le aziende a stabilizzare i precari






Cdp punta alle obbligazioni


La cifra fissata è pari ad un miliardo di euro, che potrebbe diventare uno e mezzo. Per aderire all’offerta c’è tempo fino al 27 marzo
Avviata oggi l’offerta al pubblico di obbligazioni, non subordinate e non garantite dallo Stato, identificate con il nome “Cassa depositi e prestiti spa obbligazioni a tasso misto 2015-2022”. L’ammontare complessivo dell’offerta di Cdp è pari ad 1 miliardo di euro. Tale importo, tuttavia, potrà essere aumentato fino ad un altro mezzo.
L’offerta -specificano dalla sede- è destinata alle sole persone fisiche residenti in Italia. I proventi saranno destinati a finanziare interventi di interesse pubblico (attraverso la gestione separata), quali, a titolo esemplificativo, sostegno diretto agli enti pubblici, supporto all’economia, infrastrutture.
La possibilità di prenotarsi dovrebbe restare in essere fino al 27 marzo, salvo chiusura anticipata o proroga. L’investimento minimo previsto è di mille euro, con incrementi a salire per multipli interi.
Le obbligazioni hanno una durata di sette anni e verranno integralmente rimborsate alla pari e in un’unica soluzione alla data di scadenza. Maturano interessi in misura fissa per i primi due e variabile per i successivi cinque. Durante il primo periodo, i portatori avranno diritto a percepire trimestralmente, in via posticipata, una cedola pari all’1,75% lordo annuo. Poi otterranno, con le stesso modalità, una cedola a tasso variabile lorda indicizzata all’Euribor a tre mesi, maggiorato di almeno lo 0,50%. Il surplus definitivo verrà fissato al termine del periodo di collocamento. Sugli interessi e sugli altri proventi percepiti si applicherà l’imposta sostitutiva del 12,50%.

Wi-fi gratuito negli uffici postali

Annuncio dell'ad di Poste Italiane, Francesco Caio. Entro fine 2015 saranno 900 le strutture coperte dalla rete




ENTRO fine anno saranno 900 in Italia gli uffici postali coperti dal servizio di Wi-Fi gratuito con l'obiettivo di coprirli tutti entro il 2017. Il Piemonte sarà capofila del programma con 62 uffici postali entro l'anno dotati del servizio mentre nel Nord Ovest saranno complessivamente 84, di cui 21 in Liguria è uno in Valle d'Aosta. Ad illustrare il nuovo servizio l'ad di Poste Italiane, Francesco Caio, che ha sottolineato: "Il progetto rientra nella missione che ci siamo dati per i prossimi tre anni con il piano strategico Poste 2020: vogliamo essere gli architetti di un'Italia più digitale e stiamo lavorando per rendere migliore la vita delle persone, includendo tutti, per aiutare il Paese nel passaggio dall'economia tradizionale a quella digitale".


"Il progetto Wi-Fi - ha proseguito - è un altro passo nello sviluppo di prodotti e servizi semplici e sicuri per le persone, le imprese e la Pubblica amministrazione previste nel piano Poste 2020 che, con investimenti per oltre 3 mld punta a fare di Poste Italiane l'azienda leader del processo di cambiamento e di avanzamento economico e sociale del Paese, permettendo a tutti di cogliere le opportunità di sviluppo offerte dal digitale", ha concluso Caio. Per accedere alla rete dagli uffici postali basterà registrarsi comunicando il proprio numero di telefono mobile al quale verrà inviato un messaggio con le credenziali per l'accesso a Wi-Fi e quindi sarà possibile navigare in internet attraverso smartphone, tablet o pc.


WIFI gratuito negli uffici di Poste Italiane


Oggi a Torino e’ stato presentato il nuovo servizio di poste italiane che permette di potersi collegare liberamente alla rete wifi presente negli uffici delle grandi città. Ne ha parlato oggi l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio spiegando che questo tipo di servizio fa parte del programma “Piano Strategico Poste 2020″ che ha come obbiettivo di rendere il nostro bel paese più digitale più moderno e accessibile a tutti. L’ambizioso obbiettivo di poste italiane e’ di realizzare la rete wifi gratuita più ampia d’italia, si prevede che entro la fine del 2015 saranno circa 1000 gli uffici postali che potranno offrire questo tipo di servizio con la promessa che nei prossimi tre anni il servizio sarà reso disponibile a tutti gli uffici sul territorio nazionale. Le modalita’ di accesso alla rete wifi saranno le medesime offerte attualemente su alcuni treni di Trenitalia e nelle principali stazioni metro e cioe’ fornendo il proprio numero sara’ inviato un messaggio di testo nel quale saranno comunicate le credenziali di accesso.


Tutto questo, quando dalle postazione degli uffici gran parte dello staff ed operatori non sono abilitati a navigare in rete. Quindi se devi fare una ricerca di un indirizzo o un numero telefonico, via con il cellulare. Speriamo che qualcuno a breve capisca che siamo nel 2015, e modernizzi un po' gli strumenti e il pensiero, iniziando dai computer che spesso sono imbarazzanti. 
Dimenticavo gli 8000 posti di lavoro.


Allarme costo del lavoro per Poste: +12,3% per i dirigenti nel 2013


Costo dei dirigenti cresciuto del 12,3% in un anno. «Incompletezza e ritardi» per l’allineamento alla normativa sui servizi finanziari. Forte declino della corrispondenza tradizionale che deve essere contrastato per rilanciare l’area dei servizi postali e rafforzare l’azienda, presupposto fondamentale per la prevista quotazione in Borsa. Sono queste le “ombre” di Poste italiane rilevate nella relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2013.

Utile 2013 a quota 708 milioni
Il 2013 di Poste Italiane Spa si è chiuso con un utile di 708,1 milioni di euro (in calo di 14 milioni rispetto al 2012). Al risultato, comunque positivo, hanno contribuito - rileva la Corte dei conti - sia l’utile conseguito dal BancoPosta (374 milioni) sia l’iscrizione in bilancio del provento straordinario di 217,7 milioni relativo ai crediti per l’indeducibilità dall’imponibile Ires dell’Irap sostenuta sul costo del lavoro, maturati nei periodi di imposta 2004-2006.

Ricavi in calo: contrastare il declino delle lettere
I ricavi ammontano a 9,4 miliardi di euro (-0,5% sul 2012) con i servizi postali che cedono il 6,2% mentre i servizi BancoPosta restano stabili (+0,1%). La prevista quotazione in Borsa di Poste - scrivono i magistrati contabili - presuppone un «rafforzamento dell’azienda» e rende per questo «necessario operare un rilancio dell’area dei servizi postali, contrastando il forte declino della corrispondenza tradizionale, il cui servizio dovrebbe comunque essere reso ai massimi livelli di efficienza, con interventi sui segmenti più promettenti quali il servizio di raccolta e consegna dei pacchi».

I costi di Poste ammontano a 8,5 miliardi (-0,2% sul 2012). Il costo del lavoro si attesta sui 5,9 miliardi (+1,7% rispetto al 2012) con «un significativo incremento sia per le competenze fisse (+4,1%) che per le competenze accessorie (+18,4%), comprensive dei compensi incentivanti». E, segnala la Corte, «merita attenta considerazione». Soprattutto il costo del personale dirigente: 150,5 milioni, in crescita del 12,3% rispetto al 2012 e pari al 2,5% del complessivo costo del lavoro. 

Cinque annualità la buonuscita di Sarmi
La relazione alza il velo sull’accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l’ex amministratore delegato Massimo Sarmi che ha lasciato la società a maggio, sostituito dal nuovo top manager Francesco Caio, e ha chiuso il rapporto di lavoro con Poste Italiane al 31 luglio: quattro annualità a titolo di incentivo e un’altra come indennità per il mancato rinnovo del rapporto di amministrazione. Sarmi nel 2013 era il manager di Stato più pagato con uno stipendio lordo di 1,56 milioni (1.185.000 come amministratore delegato e 378mila come direttore generale). La relazione rivela che l’azionista ministero dell’Economia aveva raccomandato al Cda orientamenti «improntati al massimo rigore». Poste Italiane ha versato anche 30mila euro agli avvocati di Sarmi come contributo per le spese legali nella definizione dell’accordo.

Servizi finanziari, serve massimo impegno
Nel settore dei servizi finanziari - che conferma anche per il 2013 la sua redditività - l’accresciuta complessità della normativa di riferimento «continua a richiedere» per le Poste - si legge nella relazione della Corte - «una intensa attività di adeguamento degli assetti procedurali, con il perdurare di situazioni di incompletezza e ritardi, che necessitano di forti accelerazioni ai fini di un completo allineamento». La Corte raccomanda quindi «il massimo impegno della società per l’adozione di idonei, definitivi interventi atti a fronteggiare tali problematiche, di rilevante impatto sotto diversi profili». 

Privatizzazione all’orizzonte
I magistrati contabili sottolineano poi come la società ha dato impulso alle attività propedeutiche alla definizione del processo di privatizzazione avviato dal Governo, che per Poste italiane prevede l’alienazione fino ad un massimo del 40% della quota di partecipazione detenuta dal ministero dell’Economia. 

Alitalia-Cai, ritorno coerente col piano industriale
C’è infine la “registrazione” dell’operazione Alitalia-Cai: dopo la sottoscrizione, nel dicembre 2013, dell’aumento di capitale per 75 milioni di euro, Poste ha proceduto a un ulteriore investimento di 75 milioni di euro, nell’ambito di un intervento complessivo di 300 milioni dei principali azionisti di Alitalia. «A tale decisione la società è pervenuta dopo un approfondito esame del nuovo progetto di business della compagnia aerea, e la fissazione di condizioni protettive per l’investimento, con aree di ritorno coerenti con il piano industriale in via di definizione».


Ilsole24ore


domenica 8 marzo 2015

8 marzo un appuntamento per ricordare, fare il punto e partire con nuovi proprositi



Il Coordinamento Donne SLP, in collaborazione con la Cisl, aderisce alla campagna a sostegno delle donne in Pakistan.
Il Pakistan, con quasi 180 milioni di abitanti, è il sesto Paese più popoloso al mondo e negli ultimi anni ha compiuto alcuni passi positivi sulla strada dello sviluppo. Tuttavia, problematiche connesse alla povertà e alle disuguaglianze (di genere, ma anche economiche, etniche e confessionali) permangono e sono anzi state esacerbate da calamità naturali e crisi sociali che influiscono enormemente sulle condizioni di vita delle persone, sui loro mezzi di sussistenza e sulle infrastrutture nazionali.
Il fenomeno del lavoro forzato è ancora largamente diffuso, tramite un sistema di anticipi sul futuro pagamento del lavoro che vincola i lavoratori e le loro famiglie ai datori di lavoro. Nelle fornaci di mattoni donne, uomini e bambini lavorano ininterrottamente nel difficile tentativo di uscire dal circolo vizioso del debito, ma lo stipendio è così basso da non consentire il rimborso totale dell’anticipo entro la fine della stagione lavorativa. Iscos, con un progetto finanziato dal Ministero degli Esteri italiano, sta sviluppando una strategia che riduca il circolo vizioso dell’indebitamento delle famiglie.
In particolare, per le donne, occorrono attività generatrici di reddito (sartoria, allevamento di polli e di capre, tessitura di tappeti, produzione di miele,…) che le aiuti ad uscire dalla povertà e dalla dipendenza nelle fornaci ed allo stesso tempo che sostenga il reddito di tutta la famiglia per liberare i bambini dalla schiavitù del lavoro minorile.
Il Coordinamento Donne della Cisl, unitamente al Coordinamento Donne SLP, ha lanciato per l’8 Marzo 2015 “Giornata Internazionale delle Donne” una campagna di sottoscrizione, per aiutare ad avviare le donne in Pakistan verso queste attività, attraverso la formazione e la fornitura di kit dedicati all’impresa prescelta da ogni donna. L’obiettivo è di sostenere 100 donne a intraprendere una propria attività.
Se aderisci alla campagna del Coordinamento Donne Cisl & SLP fai il versamento sul cc di
BANCA POPOLARE ETICA
Filiale di Roma
Iban         IT 46 Y 05018 03200 000000198499
Intestato a : ISCOS SOSTEGNO DONNE PAKISTAN
Per informazioni sulla Campagna 8 marzo contatta Gemma Arpaia, tel. 0644341280, arpaia@iscos.eu

Volantino 8 MARZO 2015





PER LE DONNE DIMENTICATE

Tra una mimosa e un regalo si può dimenticare il senso della Festa internazionale della Donna. Non si tratta solo di un omaggio alla bellezza, all’amore provato nei confronti di mogli e fidanzate ma di un momento di riflessione sulla condizione femminile nel mondo. La sua origine affonda nello sfruttamento lavorativo di inizio ‘900, storie di povertà, soprusi e morte. Problemi che pensavamo di aver superato ma che, invece, sono più attuali che mai. In alcuni angoli della terra il gentil sesso continua a vivere tra mille difficoltà, ostaggio di prevaricazioni e vessazioni. Basti pensare al cancro della schiavitù, che nemmeno l’Onu riesce a sradicare. A tal proposito l’ultimo rapporto della Commissione europea traccia un quadro desolante: su 30.146 vittime della tratta registrate dall’Ue tra il 2010 e il 2012 le donne erano l’80%. Di queste il 95% è stato destinato allo sfruttamento sessuale e il 71% al lavoro manuale in condizioni troppo spesso disumane. Un problema che si collega a quello dell’immigrazione; il numero di sbarchi in Italia nel 2014 è drasticamente aumentato rispetto al 2013 e le ragazze arrivate sul nostro suolo, secondo l’Organizzazione internazionale per le Migrazioni, ha superato le 17 mila unità (dato di novembre scorso), vale a dire almeno 12 mila in più in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente. Preoccupante è stato l’incremento di giovani nigeriane (aumentate del 300%) la maggior parte delle quali destinate al mercato della prostituzione. Corpi venduti come oggetti senza alcun rispetto per la loro dignità e usati in nome del dio denaro, a beneficio dei racket più abietti.
Ma il dramma delle donne dimenticate si consuma anche in altri modi, basti pensare alla condizione femminile in quei Paesi dove l’unica legge esistente è quella del fondamentalismo. Parliamo dell’umiliazione vissuta da troppe persone costrette dalla distorsione del dettato coranico ad essere soggiogate ai mariti. Nelle zone conquistate dall’Isis vige il motto “le donne siano schiave dei loro sposi”, una prospettiva agghiacciante che non si consuma solo con burqa e chador ma anche attraverso l’assoggettamento e il controllo. E ogni sia pur minima trasgressione rischia di sfociare in altrettante sentenze di morte per lapidazione o impiccagione, talvolta eseguite da padri e coniugi nel folle conato di redimere il proprio onore, di fatto perdendolo.
E cosa dire della pratica delle mutilazioni genitali di cui poche settimane fa si è celebrata la giornata mondiale per eliminarle? Nel vedere tante giovani, nel nostro mondo, libere di vivere il rapporto col proprio corpo nemmeno immaginiamo cosa significhi subire un’infibulazione o un’escissione del clitoride quando si è bambine. Eppure questa realtà esiste e in Africa coinvolge – secondo l’Unicef – almeno 91,5 milioni di ragazze di età superiore ai 9 anni, cui se ne aggiungono 3 milioni ogni anno. Una piaga diffusa e documentata anche in Yemen, India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele. Ma casi sono stati segnalati pure in Oman, Sri Lanka e persino, sostiene lo studio, in Colombia e Perù, innalzando la quota delle vittime, che si aggira tra i 100 e 130 milioni di individui in tutto il globo. Tutto per soddisfare la bieca idea di una presunta superiorità del maschio, provenga essa da consuetudini, norme o primitivi principi religiosi.
Sbaglierebbe, tuttavia, chi limitasse al solo Terzo Mondo la criticità della condizione femminile. Troppo facile bollarla come “retaggio di una cultura arcaica”. Anche da noi, in Occidente, tante donne vivono nelle periferie della civiltà. Trasversale alle due facce del globo è la tragedia della violenza domestica e dei femminicidi. Il 13% dei delitti commessi a livello internazionale avviene tra le mura domestiche e in quasi la metà dei casi è l’uomo che uccide la donna. I Paesi europei ad alto reddito in questo senso hanno una posizione tutt’altro che onorevole, collocandosi al secondo posto (dopo il Sud est asiatico) tra le regioni più pericolose per il gentil sesso, seguiti dalle Americhe e dall’Africa. In Italia è stata necessaria l’approvazione di una legge per bloccare un trend preoccupante che, nel 2013, ha visto 122 maschi uccidere le proprie partner. La maglia nera, a livello territoriale, è spettata a Lazio e Campania (20 assassinii), che hanno preceduto Lombardia (19) e Puglia (15). Oltre alle morti ci sono poi soprusi e violenze, che si manifestano non solo a livello fisico ma anche psicologico: minacce, segregazioni, divieti, intimidazioni, stalking, coercizioni e così via.
Ci sono poi le vittime di una società frenetica e a suo modo spietata che dimentica o fa finta di non vedere le tragedie dell’anima che ogni giorno si manifestano. Pensiamo alle anziane abbandonate negli ospizi, sacrificate sull’altare di una efferata cultura dello scarto? “I vecchi sono la saggezza del nostro popolo” ha detto giorni fa papa Francesco sollevando un problema atroce. Per troppi la terza età sembra essere diventata un problema e tante mamme e nonne vengono relegate ai margini della loro famiglia, interessata solo a non avere intralci nel condurre la propria vita. Anche quando a chiedere aiuto e attenzione magari è proprio colei che ti ha messo al mondo, cresciuto, educato, nutrito e amato. Gesti cui si risponde con l’abbandono in strutture senz’anima, in cui magari lavorano persone crudeli che non si fanno remore nel picchiare, legare al letto, torturare senza motivo.
Infine c’è il male interiore che viene dalla mente. Quello che vivono le tante ragazze affette da disturbi alimentari come l’anoressia. A volte sono prigioniere del culto della bellezza e della vanità, in altri casi vittime di rapporti personali complessi. Così si lasciano andare, abbandonano il proprio corpo, lo costringono ai minimi della sopravvivenza. Si tratta di una malattia che colpisce tra le 8 e le 10 giovani su 100 tra i 12 e i 25 anni dei Paesi industrializzati. In Italia in 3 milioni sono affetti da questa patologia distruttiva, il 90% sono di sesso femminile. Anche per loro, come per tutte le altre donne sofferenti, oggi un mazzo di fiori non basta.




sabato 7 marzo 2015

SEGRETERIA NAZIONALE SLP CISL - RIUNIONE ORGANISMO PARITETICO NAZIONALE



Si è tenuta in data odierna una riunione dell’organismo paritetico nazionale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (OPN) con il seguente O.d.G.:
1. Nuovo assetto datoriale e Valutazione dei rischi;
2. Nuova procedura partecipazione RR.LL.S.:
3. Conclusione processo di consultazione pacchi fino a Kg 5;
4. Relazione sulla verifica sicurezza sul lavoro portalettere, automezzo e motomezzo e primi ritorni campagna sensibilizzazione sicurezza;
5. Stato avanzamento lavori programma di acquisto nuove calzature PCL;
6. Varie ed eventuali.
Rispetto al primo punto l’Azienda ci ha comunicato che ha modificato il modello di attribuzione delle responsabilità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, pertanto il modello precedente che prevedeva 33 datori di lavoro viene sostituito da un nuovo modello che prevede 5 datori di lavori: 4 per le funzioni di business aziendale: Posta, Comunicazione e Logistica – Mercato Privati – Bancoposta – Mercato Business e Pubblica Amministrazione ed una per le restanti funzioni di staff affidati a Tutela Aziendale.

La nuova organizzazione non ha determinato variazioni di luoghi e processi di lavoro e dei correlati rischi per la SSL.
Rispetto al secondo punto l’Azienda ci ha proposto una bozza di documento che si limitava a modificare i richiami di legge e di accordi non più in vigore, senza nessun cambiamento nei contenuti.
Nel riservarci di valutare il documento abbiamo comunque anticipato che il nostro intendimento come SLP è di dare maggior prospettive di coinvolgimento agli RR.LL.S. e pertanto abbiamo fatto una prima richiesta che consenta la consultazione, almeno per le cose di grande rilevanza, attraverso apposite riunioni anziché con la prassi ordinaria di invio della documentazione agli RR.LL.S. in attesa di loro eventuali osservazioni.
Il confronto riprenderà in occasione di apposita riunione dell’organismo.
Rispetto al punto 3 l’Azienda ci ha dato evidenza de3lle principali osservazioni che sono emerse nella fase di consultazione territoriale sull’argomento.
Rispetto al punto 4 l’Azienda ci ha comunicato che unitamente alla funzione SPP ha svolto degli incontri nei centri di distribuzione con più elevato coefficiente di rischio con i portalettere per raccogliere le loro indicazioni sulle criticità maggiormente avvertite.
Come ulteriore momento di sensibilizzazione sulle questioni inerenti la sicurezza l’Azienda ha proposto ulteriori brevi incontri tra preposti e portalette sui seguenti temi che sono risultati quelli maggiormente sentiti dai portalettere:
· Utilizzo dei DPI;
· Caricamento del mezzo;
· Modalità di segnalazione guasti.

Il SPP fornirà assistenza e supporto ai preposti per l’organizzazione degli incontri, all’esito dei quali si potranno programmare e pianificare ulteriori iniziative di carattere informativo.
Rispetto al punto 5 l’Azienda ci ha comunicato che è stata bandita una gara europea per la fornitura delle calzature/DPI.
Le calzature saranno prodotte da due differenti costruttori poiché due erano i lotti in gara.
L’Azienda ci ha mostrato i prototipi che sono stati forniti dalle ditte partecipanti illustrandocene le caratteristiche, anche rispetto a quelle richieste nel bando di gara.
Fra le varie ed eventuali come SLP abbiamo posto due questioni:
questione dei lavoratori isolati negli uffici monoperatore ma anche spesso negli uffici bioperatori; a questi vanno aggiunti anche quei lavoratori dei centri di distribuzione che consegnano le inesitate.
Nel corso di una riunione di OPN di alcuni anni fa l’Azienda ci aveva preannunciato l’introduzione di sistema salvavita in quegli uffici con pulsante posto nel PdL al pari del pulsante di allarme oppure con dispositivo wi.fi, da portare indosso.
L’Azienda ci ha informato che per quanto riguarda mercato privati gli uffici in questione sono: 3.932 di gruppo “C” e 3.283 di gruppo “B” per un toale di 7.215 UP.
Di questi risultano sprovvisti di sistemi salvavita 476 UP di cui 357 di gruppo “C” e 119 di gruppo “B”.
Per quanto riguarda invece il settore dei centri di recapito l’azienda sta svolgendo una verifica.
Abbiamo chiesto ovviamente che tutti gli operatori coinvolti siano forniti dei dispositivi salvavita
La seconda questione che abbiamo posto riguarda gli uffici di gruppo “B” che ormai in maniera estremamente diffusa vedono la presenza nell’ufficio del solo collega di “B”, che pertanto svolge in tutto e per tutto il lavoro dello sportellista (con una mole di lavoro anche maggiore rispetto agli uffici di gruppo “C”) ma che non viene riconosciuto come videoterminalista e pertanto non viene sottoposto ai relativi controlli medici.
Abbiamo richiesto all’Azienda di poter modificare in maniera coerente l’accordo a suo tempo stipulato per gli sportellisti videoterminalisti prevedendo la sorveglianza sanitaria anche per questi colleghi.
L’Azienda si è riservata di analizzare la questione e darci una risposta in tempi brevi.
Tra le varie sono state poste altre questioni:
la frequenza delle visite periodiche nei luoghi di lavoro del medico competente: l’azienda ha informato che viene seguito un algoritmo per la clusterizzazione degli uffici dal quale si evince la periodicità delle visite negli uffici.
Formazione 2014 RR.LL.S. sono stati formati 492 su 628, quelli mancati sono stati invitati varie volte alla frequenza dei corsi ma non si sono mai presentati.
A breve partirà il piano formativo per il 2015.
Nel 2014 sono stati fatti percorsi formativi sulla sicurezza per 107.148 FTE.
L’Azienda sta effettuando una verifica sulle rampe di accesso negli UP, quelle fra sala pubblico e sportelleria non presentano problemi, quelle nel back office presentano problemi e pertanto si interverrà predisponendo scivoli laterali e/o parapetti.
Si provvederà ad una nuova certificazione INAIL dei PdL viste le varie modifiche alle apparecchiature introdotte negli ultimi anni.
Si interverrà anche sui banconi delle sale consulenza con l’introduzione di un bancone lineare a penisola.
Provvederemo ad inviarmi successivamente il materiale illustratoci.
Cordiali saluti
IL SEGRETARIO GENERALE
MARIO PETITTO