mercoledì 11 giugno 2014

Dichiarazioni Francesco Caio all'indomani del cda


ROMA – Francesco Caio esce per la prima volta allo scoperto sulla privatizzazione di Poste Italiane, dopo la sua nomina come ad avvenuta un mese fa. Al termine del cda che si è tenuto ieri mattina ha diffuso una nota in cui nella sostanza conferma quanto trapelato a livello di indiscrezioni. E cioè che sulla tempistica della quotazione in Borsa, auspicata per ragioni di finanza pubblica dal ministero dell’Economia entro fine 2014, non è ancora stata presa una decisione.
Nella nota il manager afferma che “la quotazione va realizzata al meglio nell’interesse dell’azionista Stato, dei futuri investitori e di tutto il Paese per le ricadute finanziarie, industriali e di immagine che avrà anche sui mercati internazionali”. Questo significa che Caio vuole prendersi il tempo necessario per capire bene la società e decidere le eventuali azioni da realizzare per valorizzare al meglio il gruppo. Anche se, ha spiegato, “le scadenze rappresentano una grande sfida a cui non intendiamo sottrarci”.
Scrive Laura Serafini sul Sole 24 ore:
Tra gli aspetti chiave da definire, perchédICHIARAZIONI fRANCESCO cAIO possono incidere sul valore della società, ci sono tre questioni non a caso richiamate dall’ad. «Stiamo lavorando a stretto contatto con il governo per ottimizzare l’avanzamento dei lavori e finalizzare le tempistiche dei prossimi mesi. Queste dipenderanno molto anche dai tempi in cui si concluderanno alcune importanti attività in cui il gruppo è impegnato con le sue controparti istituzionali: la Cassa depositi e prestiti; la Ragioneria dello Stato; l’Autorità per le comunicazioni». Con la Cdp deve essere firmata la nuova convenzione per la remunerazione dei prodotti di risparmio postali: il testo era già stato redatto indicando un valore di circa 1,6 miliardi l’anno riconosciuto a Poste (per una durata prolungata da 3 a 5 anni) ma già l’ex ad Massimo Sarmi e poi Caio hanno deciso di prendere tempo prima di firmare. I rapporti con la Ragioneria riguardano i crediti che la società vanta con il Tesoro, per circa un miliardo, e per i quali si sta valutando una transazione. Anche se ci si accordasse subito sul valore transattivo, serviranno poi pareri a suffragio dell’operazione – ad esempio da parte dell’avvocatura dello Stato – che richiederanno tempo.
E ancora: c’è la quantificazione del costo netto del servizio universale sul quale sta lavorando l’Autorità per le comunicazioni. L’Autorità ha pubblicato proprio ieri un documento di consultazione (al quale i concorrenti di Poste devono rispondere entro 30 giorni) in cui propone la nuova metodologia di calcolo del costo del servizio che dovrà valere d’ora in avanti: nel documento è riportato che Poste ha avanzato una richiesta di copertura del costo (che deve pagare il Tesoro) per 700 milioni l’anno sia nel 2011 che nel 2012. Ma non è detto che tale richiesta verrà soddisfatta. Anzi, una volta terminata la consultazione l’Autorità varerà la nuova metodologia e probabilmente alle Poste verrà riconosciuta un cifra molto inferiore. Ma questo processo dovrebbe concludersi entro l’autunno.
Ieri Caio ha inoltre annunciato che sta lavorando al nuovo piano industriale, che «sarà presentato nelle prossime settimane». Il manager ha inoltre rivelato che ci sono aree del gruppo che «necessitano una forte operazione di rilancio» in particolare nel settore pacchi (dove Poste, dice Caio, ha perso quote di mercato nell’unico settore redditizio con una quota che oggi è ferma all’8%) recapiti e logistica, anche puntando su «qualità, tecnologia e innovazione» (…)

Verbali di Accordo Chiusure Collettive


In data 10 Giugno 2014 sono stai sottoscritti due accordi che coinvolgono le funzioni di staff centrali e territoriali e che prevedono l’istituzione di periodi di chiusura collettiva  delle attività, in coincidenza del Ferragosto e delle festività Natalizie.

Per tale chiusura saranno utilizzate le ferie contrattuali.

I periodi individuati sono i seguenti: 11-12-13 e 14 Agosto 2013     e  29-30 e 31 Dicembre 2013.

Le parti si impegnano a monitorare costantemente l’andamento della fruizione delle ferie ed aprire un confronto , entro il primo trimestre del 2015 per analizzare

i piani di programmazione nei diversi ambiti lavorativi e  stabilire le modalità di fruizione.

Le festività soppresse, pur rimanendo l’obbligo di fruizione entro l’anno solare, non devono essere programmate.

Carenza personale Servizi Postali: Segreteria di Roma duro richiamo all'ordine dell'azienda.

lunedì 9 giugno 2014

Petitto avverte "il problema sembra solo quello della quotazione e non si parla più di azioni gratuite e di nuova governance. A queste condizioni ritireremo la nostra collaborazione".

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 giu - Si terra' domani il consiglio di amministrazione di Poste Italiane che, probabilmente, esaminera' per la prima volta il dossier privatizzazione. Oggi intanto, di fronte a indiscrezioni sulle modalita' di quotazione allo studio, mette le mani avanti Mario Petitto, leader da 25 anni della Slp Cisl, sindacato maggioritario in Poste: "Penso - spiega - che il prossimo cda dovra' affrontare la questione della privatizzazione e noi staremo molto attenti. Il precedente Governo aveva fornito dei parametri chiari, come quello dell'unicita' aziendale e delle azioni gratuite ai dipendenti. Un aspetto, quest'ultimo, di cui avevamo gia' iniziato a parlare col vecchio management. Su questo piano la Cisl aveva garantito la sua collaborazione". Secondo quanto emerge oggi dalla stampa "il problema sembra solo quello della quotazione e non si parla piu' di azioni gratuite e di nuova governance. A queste condizioni ritireremo la nostra collaborazione".
"La nostra - prosegue il sindacalista - e' un'azienda complessa e delicata, non produce frigoriferi o aerei. Deve aprire ogni giorno 12mila uffici, mettere su strada 30mila portalettere. Noi in questi anni abbiamo aiutato questa azienda nella strada del rinnovamento. Qualcuno pensa bastino i conti per rendere un'azienda appetibile, secondo noi serve ben altro per invogliare a investire in un'azienda come la nostra. Un'azienda in fibrillazione non e' appetibile per nessuno". Petitto si sofferma anche sul capitolo esuberi, paventati sempre da indiscrezioni di stampa. "Non esistono esuberi in Poste Italiane; in alcune Regioni, come la Lombardia, il Piemonte, la Campania, si riscontrano difficolta' perche' non si e' in grado di soddisfare con l'attuale personale il servizio agli sportelli e il recapito".

domenica 8 giugno 2014

Fattura elettronica = meno invii cartacei


Dal 06/06/14 l’obbligo da parte dell’Amministrazione centrale. Obbligo che più avanti verrà esteso all’intera struttura pubblica

Con il bilancio del 2014, che verrà approvato e condiviso nel 2015, Poste italiane ed i suoi concorrenti avranno un ulteriore motivo per giustificare il costante calo registrato dalla posta ordinaria cartacea. Il drastico taglio degli invii riguardanti le fatture, che un tempo avevano addirittura una tariffa privilegiata.
Da oggi, infatti, le Amministrazioni statali hanno l’obbligo di ricevere solo la versione elettronica, pena (dopo una fase transitoria di tre mesi) il non pagamento di quanto dovuto. E non è che un primo passo: più in là, pure le altre strutture pubbliche dovranno adeguarsi. Uno degli obiettivi, oltre a velocizzare le pratiche, è permettere di avere un controllo diretto e pressoché in tempo reale dell’indebitamento, grazie alla tracciatura ed al sistema di verifica gestito presso l’Agenzia delle entrate.


Fattura Pa elettronica da oggi in 18mila uffici

La data è arrivata: dal 6 giugno, l'obbligo della fattura elettronica verso la Pubblica amministrazione è diventato definitivamente operativo. Questo nuovo adempimento che rivoluziona l'organizzazione e il modo di lavorare delle Pa, però, non opera immediatamente nei confronti di tutti gli enti pubblici. In effetti, l'obbligo scatta oggi solo per ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza. L'obbligo si estenderà a tutti gli enti ricompresi nel conto economico consolidato dello Stato solo dal 31 marzo 2015.
Attenzione, però: il riferimento alle tre tipologie di organismi pubblici per i quali la fatturazione elettronica scatta oggi, pur se relativo a solo 38 amministrazioni, in effetti riguarda oltre 18.000 uffici disseminati su tutto il territorio dello Stato. Si pensi, ad esempio, alle scuole di ogni ordine e grado, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri e alla Guardia di finanza.Questi enti, secondo le rilevazioni dell'Agid (Agenzia per l'Italia digitale) aggiornate al 5 giugno, sono – almeno in relazione all'accreditamento all'Ipa – del tutto soddisfacenti in quanto per i ministeri risultano censiti 18.340 uffici su 18.349 (per una percentuale del 99,95%); per le agenzie fiscali gli uffici censiti sono 79 su 79 (100%); per gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale gli uffici censiti sono 103 su 103 (100%).
Ovviamente l'identificazione all'Ipa costituisce un elemento importante, ma per verificare l'effettiva tenuta del sistema bisognerà certamente attendere i primi riscontri che si avranno nei prossimi giorni. Comunque tutto sembra pronto all'avvento della fattura elettronica e se, nei prossimi giorni ci saranno dei problemi, bisogna considerare lo sforzo e guardare al risultato che si potrà ottenere nell'immediato futuro dall'efficentamento della macchina pubblica, che porterà concreti vantaggi sia ai fornitori (nella gestione dei rapporti con i committenti e cessionari pubblici), sia allo Stato (nella determinazione e nel controllo della spesa), sia alle stesse pubbliche amministrazioni (nella automazione e integrazione dell'intero ciclo passivo).
Comunque anche se la prima scadenza per l'invio della fattura elettronica è arrivata e il processo è partito, il cantiere delle riforme e delle semplificazioni relative allo specifico adempimento non si arresta e nei prossimi giorni si attendono almeno due importanti provvedimenti.
In primo luogo, si attende l'emanazione del decreto del ministero delle Finanze per la conservazione elettronica dei documenti fiscali. Il decreto, che sostituirà il precedente Dm 23 gennaio 2004, porta con se notevoli semplificazioni per i soggetti che gestendo il processo di fatturazione elettronica devono necessariamente provvedere alla conservazione a norma degli stessi. Il nuovo decreto, oltre a estendere notevolmente il termine di conservazione della fattura (si veda a proposito l'articolo in basso), porterà delle semplificazioni in materia di comunicazioni (non sarà più obbligatorio comunicare annualmente all'agenzia delle Entrate l'impronta dell'archivio, ma ci si limiterà a fornire un'informazione in dichiarazione dei redditi); in materia di bollo (l'assolvimento dell'imposta avverrà solo a consuntivo senza più comunicazioni cartacee preventive).
Altro provvedimento in arrivo è la conversione del Dl 66/2014 (decreto Renzi) che, oltre ad aver anticipato al 31 marzo 2015 l'obbligo di fatturazione elettronica per tutta la Pa, ha previsto l'obbligo di inserire nella fattura elettronica il Cig (codice identificativo di gara) e il Cup (codice Unico di progetto). Queste informazioni, in effetti, erano prima del decreto legge n. 66/2014 solo facoltative. È da segnalare che questi codici non sempre sono obbligatori ma si applicano le esclusioni previste dalla legge n. 136/2010.

venerdì 6 giugno 2014

Poste lancia sportello 'bancomat' per pacchi

Avevamo già affrontato l'argomento qui 


Nuovo Incontro per la Verifica e Monitoraggio della Mobilità Nazionale


Si è tenuto ieri, 5 giugno, un incontro riguardante la mobilità Nazionale volontaria e quella in deroga di cui all'accordo del 14 febbraio scorso.
Per quanto riguarda la mobilità Nazionale l’Azienda ci ha illustrato il consuntivo 2013 e la situazione delle graduatorie 2014 con un particolare focus sugli art.41 e sull'andamento della mobilità dal 2010 al 2013 che ha riguardato 2.120 lavoratori.
Sul tema art.41 abbiamo lamentato una certa lentezza aziendale nel trattare un tema delicato che riguarda lavoratori e famigliari in particolari condizioni, l’Azienda ci ha fatto notare che molte persone che appongono il flag art.41 sulla domanda di mobilità poi non inviano la necessaria documentazione a sostegno della propria condizione. Tra le diverse ragioni, una potrebbe essere riferita ad una motivazione legata alla privacy per la quale la soluzione proposta, invio in busta chiusa al medico competente centrale, potrebbe essere efficace.
Abbiamo inoltre richiesto di poter effettuare incontri di verifica e monitoraggio sull'andamento della mobilità in maniera più frequente al fine di poter cogliere tutte le opportunità di mobilitare i lavoratori che hanno fatto richiesta.
Sulla mobilità 2014 oltre ad illustrarci nel dettaglio le diverse tipologie di graduatorie e di movimenti richiesti, l’Azienda, sempre sul tema art41, ci ha informato che per 204 istanze in tal senso ha richiesto ai diversi territori l’acquisizione della idonea documentazione.
Sul tema art.41 invitiamo tutti i territori a segnalarci eventuali difficoltà circa l’invio e/o l’acquisizione della documentazione da parte delle strutture regionali dell’Azienda.
Per quanto attiene invece la mobilità in deroga di cui all'accordo del 14 febbraio scorso l’Azienda ci ha illustrato la situazione delle domande presentate e delle sedi richieste, informandoci che darà corso a tutti i movimenti richiesti entro il corrente mese per quanto attiene la fase 1 (trasferimento presso un’altra regione a parità di condizione lavorativa part time e/o full time) e a seguire la fase 2 (trasferimento ad altra regione con passaggio da part time a full time).
Al termine del confronto abbiamo sollecitato l’Azienda ad avviare fin dalla prossima settimana confronti su tutti i temi, sia di MP che di SP, rimasti ad oggi privi di confronto di merito.