giovedì 8 agosto 2013

mercoledì 7 agosto 2013

Rimodulazione orari estivi sportelli accettazione




CONGEDO PARENTALE SOGGETTI CON HANDICAP: POSSIBILE ESTENSIONE ANCHE A PARENTI DI 3^ GRADO


LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del  decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle  disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della  maternità e paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo  2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti  legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stabilite, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente, in  caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti  degli altri soggetti individuati dalla disposizione impugnata, idonei  a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave. 

2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale  dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n.  151, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 29, 32, 35 e 118,  quarto comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo  regionale della Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, nella  parte in cui «in assenza di altri soggetti idonei, non consente ad  altro parente o affine convivente di persona con handicap in  situazione di gravità, debitamente accertata, di poter fruire del  congedo straordinario», con ricorso indicato in epigrafe. 

CONGEDO PARENTALE A ORE: MINISTERO DEL LAVORO APRE ALLA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO



INCONTRO MERCATO PRIVATI DEL 29/30 LUGLIO 2013

Nei giorni 29 e 30 luglio è continuato il confronto fra Poste Italiane e le OO.SS. sui temi di mercato privati.
In particolare si è proceduto ad analizzare il tema delle Pressioni Commerciali e dei Depositi Territoriali
Sulle Pressioni Commerciali l’azienda, facendo seguito a quanto convenuto al punto 7 dell’accordo su MP del 12.12.2012, ci ha presentato una bozza di protocollo di intesa in materia di proposizioni commerciali che, da una prima analisi, appare ancora generica e mancante di elementi reali a sostegno di un corretto svolgimento delle stesse.
A tal proposito abbiamo sostenuto la necessità di condividere elementi comuni di contrasto al fenomeno anche attraverso un impegno più stringente sui percorsi formativi e l’introduzione di un osservatorio nazionale congiunto con il compito di monitoraggio, analisi ed indirizzo sulla questione.
Sul tema dei depositi territoriali l’azienda ci ha presentato un nuovo modello evolutivo.
Nella discussione che ne è seguita abbiamo evidenziato all'azienda la nostra preoccupazioni in merito alla ricollocazione del personale riveniente dai centri razionalizzati e le perplessità circa il dimensionamento dei centri rimanenti.
Abbiamo inoltre richiesto che ogni ricaduta debba essere oggetto dei previsti confronti di merito a livello territoriale. 
Su entrambe le questioni si è infine convenuto di esaurire gli approfondimenti nei prossimi incontri già calendarizzati per il mese di settembre.

INCONTRI SU RIEQUILIBRIO OCCUPAZIONALE SERVIZI POSTALI

Si sono svolti nelle ultime settimane alcuni incontri per un piano complessivo di perequazione degli organici nella divisione servizi postali.
 
Il confronto aveva portato alla individuazione di quattro linee di intervento:
 
  • Gestione degli effetti delle riammissioni,  disposte dai giudici,  di personale già assunto con contratto a tempo determinato e/o lavoro temporaneo (interinale e/o somministrato);
  • Attivazione disciplina transitoria  mobilità volontaria  nazionale,  prevista  dall'accordo 22 maggio 2013, con mobilità da province eccedenti a province carenti e  con superamento del possesso dei requisiti di cui al punto 1 del citato accordo ;
  • Conversione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno secondo quanto previsto dall'accordo su servizi postali del 28 febbraio 2013;
  • Assunzione a tempo determinato per esigenze non strutturali in specifiche aree territoriali del nord, utilizzando gli ex dipendenti delle Agenzie di recapito rimasti privi di occupazione per effetto dei processi di internalizzazione delle attività di recapito riferibili a Poste Italiane.
 
L’opportuno bilanciamento degli interventi sopra riportati avrebbe consentito di  porre rimedio, in buona parte, agli squilibri oggi esistenti nell'applicazione del personale nella divisione, con particolare riferimento al recapito, che tante difficoltà sta creando a molte realtà territoriali.
 
Purtroppo nonostante l’intenso confronto non è stato possibile superare le distanze  fra le varie posizioni espresse dalle parti e pertanto non è stato possibile giungere alla sottoscrizione di un accordo che, a  nostro giudizio, avrebbe consentito finalmente di superare in larga parte la sperequazione nell'applicazione delle risorse fra i vari territori ed avrebbe consentito altresì di dare una buona risposta alle aspettative di mobilità di molti colleghi.