sabato 16 luglio 2022

Collegi universitari 2022-2023: bando online

 

È stato pubblicato il bando di concorso Collegi Universitari - Ospitalità Residenziale” che prevede l’assegnazione di contributi, per l’anno accademico 2022-2023, presso le strutture CampusX di Chieti, CampusX Roma, CampusX Bari e presso i collegi accreditati con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

Il bando è rivolto ai figli o orfani ed equiparati di:

  • iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici;
  • iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale;
  • iscritti al Fondo IPOST.

La domanda deve essere trasmessa online a decorrere dalle 12 del 15 luglio fino alle 12 del 16 agosto 2022.

Il bando è consultabile nella sezione Bandi nuovi.


giovedì 3 febbraio 2022

Servizio “PENSAMI” (PENSione A MIsura) per conoscere la pensione futura

 
Lo scopo del simulatore è esclusivamente informativo, il risultato è basato sulle risposte e dati da te forniti. Questo strumento, accessibile senza obbligo di registrazione, ti consentirà di ottenere risposte a domande che ti sarai posto più volte, come ad esempio: Come e quando posso andare in pensione? Posso fare qualcosa per anticipare l’accesso a pensione?



Link Servizio simulazione 

mercoledì 19 gennaio 2022

Mobilità Regionale e Provinciale presentazione domande

Modulo mobilità provinciale  



A partire dalle 15 gennaio 2022 sino al 31 gennaio 2022 si potranno presentare le domande per l’anno 2022.


La procedura sarà accessibile per la mobilità regionale, utilizzando il proprio account di dominio aziendale, ai seguenti indirizzi:

se si accede da postazione aziendale:   https://webpers1a.rete.poste/AccordiMobilitaPortale
se non si accede da postazione aziendale: https://mobilitaweb.posteitaliane.it/

In ambito regionale é possibile presentare domanda di trasferimento verso una Provincia della stessa Regione, diversa da quella di appartenenza.
In ambito provinciale per il personale mp e pcl, si potranno indicare sino a tre comuni e la domanda andrà presentata tramite modulo cartaceo ed inviata ai referenti indicati nel comunicato aziendale.

In merito alla mobilità metropolitana per la città di Roma, solo le domande che comportano il trasferimento ad altra sede di lavoro, distante più di 25 km dalla sede di lavoro di provenienza, saranno gestite con le medesime modalità previste per la mobilità provinciale (dovrà essere indicato per PCL 1 solo Centro di Distribuzione in cui si vuole richiedere il trasferimento; per MP 1 solo Ufficio Postale in cui si vuole richiedere il trasferimento)

Entro il 10 febbraio 2022 si pubblicheranno le graduatorie provvisorie.
Entro 5 giorni si potranno segnalare eventuali errori riscontrati.
Entro ulteriori 10 giorni verranno pubblicate le graduatorie definitive che resteranno in vigore sino al 31 dicembre 2022.
Per quanto concerne la mobilità regionale: i lavoratori inseriti nelle graduatorie definitive potranno accedere allo specifico applicativo e visualizzare le sedi disponibili nell’ambito della provincia opzionata.
Si potrà indicare in ordine di priorità gli uffici di eventuale interesse, riportando da un minimo di un ufficio ad un massimo del numero complessivo degli uffici disponibili.
Laddove il lavoratore non opzioni alcuna scelta oppure non acceda all’applicativo nei termini previsti, si considererà rinunciatario relativamente alle disponibilità del singolo semestre, ferma restando la sua collocazione utile in graduatoria e la possibilità di effettuare un’eventuale successiva scelta in relazione alle nuove disponibilità.
In caso di indicazione solo per alcune delle sedi disponibili nell’ambito della provincia, il dipendente verrà considerato rinunciatario rispetto alle sedi non indicate.
In seguito alla chiusura dell’applicativo, la scelta espressa diventerà irrevocabile.


Di seguito la documentazione e i moduli per la domanda. PER EVENTUALI APPROFONDIMENTI VI RIMANDO AL VERBALE ALLEGATO. I riferimenti aziendali per l’invio della domanda di mobilità provinciale sono indicati nel comunicato aziendale allegato.






sabato 6 novembre 2021

AGCOM Osservatorio sulle comunicazioni n.3/2021

 


Settore postale 

Nella prima metà dell’anno i ricavi complessivi registrati nel settore sono cresciuti in media, rispetto al corrispondente periodo del 2020, del 24,5% con risultati notevolmente differenziati nelle singole componenti del mercato. 

LA consegna dei pacchi  crescita media del 32,4% (con risultati equivalenti con distinto riferimento alle consegne nazionali e internazionali), il 45% in più rispetto al primo semestre del 2019. 

Nello stesso periodo, le risorse dei servizi di corrispondenza mostrano nel complesso un più contenuto aumento (+4,7%,), con una crescita della quota dei servizi non inclusi nel Servizio Universale superiore al 10%. Va tuttavia evidenziata la flessione (-17,9%) che, corrispondentemente, in questo caso si è registrata rispetto al primo semestre del 2019. 

Le corrispondenti dinamiche dal lato dei volumi vedono una sostanziale invarianza per i servizi di corrispondenza ed una crescita di oltre il 37% nel numero di pacchi movimentati, dato che sale al 37,4% con riferimento alle sole consegne domestiche, a testimonianza di come il ricorso agli acquisti online, stia progressivamente caratterizzando in misura strutturale le modalità di acquisto degli italiani. Specularmente all’andamento dei ricavi, con riferimento ai primi sei mesi “pre-covid” del 2019 i volumi dei servizi di corrispondenza risultano in flessione del 23,8% mentre quelli di consegna dei pacchi sono aumentati dell’80%.

 Il quadro concorrenziale del settore postale, nel suo complesso, Gruppo Poste Italiane principale operatore con il 37,4% (ma in flessione di 4,2 punti percentuali su base annua), seguito da BRT (13,3%), e da Amazon, che, con una crescita di 3,8 punti percentuali rispetto a giugno 2020, sale al 12,7%. Su base annua, i ricavi unitari medi dei servizi di corrispondenza mostrano una flessione del 2% mentre quelli relativi ai servizi di consegna dei pacchi nazionali ed internazionali si riducono rispettivamente del 2,3% e del 5,1%.

Telefonia Mobile 

A fine giugno 2021 le SIM complessive superano i 105 milioni (+1,9 milioni su base annua): nello specifico, le SIM Machine to Machine (M2M) sono cresciute per poco meno di 2 milioni, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” allo stesso tempo si sono ridotte per quasi 400 mila unità. Tim risulta prima (28,8%), seguita da Vodafone (28,7%) e Wind Tre (25,0%) mentre il nuovo entrante Iliad si attesta al 7,4%. Considerando il solo segmento delle SIM “human”, ovvero escludendo le M2M, Iliad ha superato il 10% con una crescita di 2,0 punti percentuali su base annua, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 1,8 punti percentuali, rimane il principale operatore con il 27,0% seguito da Tim con il 26,0% e Vodafone con il 23,5%. Prosegue la crescita della larga banda mobile: il consumo medio unitario mensile di dati nel primo trimestre dell’anno è stimabile in circa 11,7 GB/mese, in crescita del 27,9% su base annua. Nel secondo trimestre del 2021 poco meno del 73% delle complessive linee human ha effettuato traffico dati.

ALLEGATI:

COMUNICATO STAMPA

Osservatorio sulle comunicazioni n.3/2021


fonte www.agcom.it

Delibera AGCom -sollecita il rispetto del quadro normativo rispetto alla riduzione dell’operatività degli up.




L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emesso un atto di indirizzo nei confronti di Poste Italiane ingiungendo alla società il rispetto, in qualità di fornitore del servizio universale, dei princìpi di continuità e capillarità.

Nel documento si legge inoltre che qualsiasi rimodulazione o chiusura non conforme degli uffici postali, anche se comunicata, verrà considerata al pari di una violazione e configurerà pertanto una condotta sanzionabile ai sensi della normativa vigente.

L’Autorità si è dunque pronunciata su una condotta aziendale più volte sanzionata, rispondendo così alla segnalazione con cui Federconsumatori ha sollecitato un suo intervento sulla ridotta operatività degli uffici postali. Sono molti i casi in cui, infatti, non è stata ripristinata la piena attività dopo l’attenuazione delle restrizioni dovute alla pandemia. Se nei periodi di più grave emergenza sanitaria è stato inevitabile limitare orari e giorni di ricevimento, è stata invece incomprensibile la scelta di estendere le aperture ridotte anche nei mesi successivi, quando il miglioramento del quadro epidemiologico ha consentito la decadenza della maggior parte delle limitazioni precedentemente applicate.

Le rimodulazioni di orari e aperture hanno causato e continuano a provocare notevoli disagi, soprattutto nei piccoli centri; le maggiori difficoltà, inoltre, si sono presentate per le fasce più vulnerabili della popolazione, in primis anziani e altri soggetti che non abbiano la possibilità di usufruire dei servizi in versione digitale.

FONTE federconsumatori

in allegato il testo della delibera

AGCOM Delibera n. 314/21/CONS

mercoledì 3 novembre 2021

Smart working nel 2022 un nuovo protocollo congiunto

Smart working nel 2022, il governo ora accelera

Il ministro del Lavoro Orlando dichiara che un protocollo congiunto che sarà discusso con le parti sociali entro metà mese.



Tutto entro il 31 dicembre quando, in base alle norme in vigore, scadrà lo stato di emergenza e andrà a scadenza il regime semplificato per il lavoro agile.


L’obbiettivo è da un lato favorire un intervento normativo del legislatore alla luce di un confronto tra le parti sociali, dall'altro, quello di favorire una contrattazione aziendale che definisca il nuovo modo in cui su può usare lo smart working sui luoghi di lavoro". 


Orlando, tra l'altro, ha anche ipotizzato di introdurre sostegni a favore delle imprese che anche col nuovo anno continueranno ad utilizzare la modalità del lavoro a distanza, sia rimodulando alcune misure già oggi destinate a migliorare la competitività delle imprese sia individuando assieme con altri ministeri altri filoni di finanziamento, pensando alle esperienze di coworking. 


In prima istanza, si pensa di rinviare la  materia alla contrattazione collettiva e semmai, solo in secondo tempo o in assenza di una intesa, ricorre alla via legislativa"


L'obiettivo finale è arrivare a definire una cornice  legislativa di contenuti minimi dell'accordo, che sarà comunque individuale tra datore di lavoro e lavoratore come prevede già oggi la legge, e laddove la contrattazione collettiva dovesse essere carente, dovrà stabilire alcuni contenuti regolativi minimi su temi come orario di lavoro e diritto alla disconnessione (definendo anche una fascia di contattabilità), luogo di lavoro (non solo la casa), principio di parità di trattamento economico-normativo fra lavoratori in presenza e lavoratori da remoto, sicurezza sul lavoro e protezione dei dati.


Nel post Covid ci saranno 4 milioni e 380mila smart worker che lavoreranno in maniera ibrida, rispetto al  pre Covid, quando erano appena 570mila. E' quello che prevede l'Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano.


Sbarra (Cisl): "Su smart working serve accordo triangolare"

"Un accordo triangolare tra Governo, sindacato e impresa… il vero lavoro agile richiede il ritorno a soluzioni pienamente negoziate, adattive, capaci di dare vantaggi al lavoratore, alla sua azienda e alla collettività … improntate su un metodo di valutazione per obiettivi, sulla valorizzazione dell'autonomia della persona che lavora. Opportunità che dobbiamo saper cogliere attraverso le relazioni industriali".

"Che tenga fermi alcuni riferimenti essenziali: la difesa del salario e la fruibilità del welfare contrattato e dei benefit, il diritto alla disconnessione e chiari limiti sull'orario massimo di lavoro, il vincolo che chiama le aziende a fornire tutti i dispostivi necessari, il riconoscimento dei diritti sindacali e di quelli alla privacy". "Bisogna ridare protagonismo alla contrattazione, specialmente decentrata, da declinare poi negli accordi individuali.”