lunedì 27 luglio 2015

BANDO DI CONCORSO COLLEGI UNIVERSITARI



Il bando scade il 31/08/15 alle ore 12 di seguito un breve estratto
L’INPS indice un concorso per l’anno accademico 2015/2016 per conferire nuovi posti in strutture indicate nell’Allegato 1 al presente bando di concorso e parte integrante dello stesso.
Presso le proprie strutture a gestione diretta, Anagni (FR), Arezzo, Caltagirone (CT), Sansepolcro (AR) e Spoleto (PG), l’INPS fornisce l’ospitalità in formula “tutto compreso” per l’intero periodo di frequenza dei corsi e degli esami relativi all’anno accademico 2015/16, secondo il calendario stabilito da ciascuna Facoltà.
Presso i Collegi a gestione indiretta e i Collegi legalmente riconosciuti dal MIUR e convenzionati con l’Istituto, di cui all’allegato elenco, il trattamento di ospitalità assicurato sarà quello previsto dal Regolamento interno di ciascun Collegio. Tale documento può essere richiesto direttamente al Collegio utilizzando i contatti indicati nell’Allegato 1.

BANDO_COLLEGI_UNIVERSITARI.pdf
ALLEGATO_bando_collegi_universitari.pdf

Lettera al Dott. Burchielli, Peluso e Nardone sui CTD


venerdì 24 luglio 2015

Graduatorie clausola elastica MP e SP aggiornate a Luglio 2015




Furlan -nuovo modello contrattuale ed aumento dei salari -puntare produttività attraverso valorizzazione del lavoro




Furlan: "La proposta della Cisl per un nuovo modello contrattuale e alzare i salari. Puntare alla produttivita' attraverso la valorizzazione del lavoro" 



"Abbiamo ritenuto mettere in campo una proposta che puo' arrivare ad una sintesi unitaria nel sindacato". Lo ha sottolineato il leader della Cisl, Annamaria Furlan presentando la proposta della confederazione di via Po per una riforma del modello contrattuale. "Bisogna arrivare ad un accordo prima della legge di stabilita'. Dobbiamo evitare le scorribande politiche sui temi delle parti sociali". 






Roma, 21 luglio 2015 - Roma, 21 luglio 2015 - La riforma del modello contrattuale per la Cisl è davvero urgente, Lavoreremo perche' nessuno si tiri indietro su un tema cosi' importante". Cosi' Anna Maria Furlan, presentando oggi la proposta della Cisl per una riforma del modello contrattuale nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sede di Via Po a Roma, indetta anche per illustrare la posizione della Cisl sui temi di più stretta attualità economico-sindacale.
"Il modello contrattuale e' scaduto e non risponde piu' alle necessita' attuali, come ad esempio recuperare "i 25 punti di produzione industriale persi con la crisi e la produttivita' delle imprese" nonche' "la capacita' di acquisto dei salari. Le buste paga non crescono come ce ne sarebbe bisogno". 
"Abbiamo sollecitato le altre organizzazioni ad affrontare il tema - ha spiegato - ma ci rendiamo conto delle difficolta' ad arrivare ad una sintesi unitaria. Per questo mettiamo una proposta sul tavolo, per avviare una discussione anche con Confindustria. Dobbiamo lavorare per un accordo con Cgil e Uil e con le associazioni datoriali, affinche' si arrivi ad una sintesi unitaria nel sindacato. Occorre evitare la tentazione molto forte della politica di legiferare. Sarebbe un guaio" ha detto facendo un richiamo determinato e accorato alla "responsabilita' di tutti gli attori in gioco e a quella voglia di fare il proprio mestiere, che e' quello di rappresentare i lavoratori nella contrattazione. Chi rappresenta il sociale - ha fatto notare - non puo' avere rigidita' e non puo' rispondere con rigidita'".
Per la leader della Cisl la questione non può diventare campo di gioco di scorribande politiche. Non c'è un minuto da perdere, tutti conosciamo i tempi. Per noi il tavolo di confronto si doveva fare ieri. Non è un tema da affrontare tra un anno, ma adesso. Certamente prima che si definisca la legge di stabilità che dovrà contenere le agevolazioni per i salari di produttività". "Il nostro obiettivo e' che si riesca a chiudere entro il 15 settembre" ha aggiunto il Segretario confederale Cisl Gigi Petteni. "Perche' sono mesi e mesi che stiamo discutendo e costruendo relazioni. Le condizioni ci sono tutte".

La leader della Cisl è tornata poi a ribadire come questa proposta, sia un'occasione per discutere. "Non abbiamo lanciato un sasso nello stagno, ma voluto mettere sul tavolo una proposta importante. Nessuno ha la verità in tasca, ma nessuno può aver poteri di veto. Ci sono tempi massimi. Non bisogna creare le condizioni perché altri soggetti decidano su questa materia - ha ribadito . Così si creano solo pasticci".
Nel corso della conferenza stampa la leader della Cisl si è poi soffermata a commentare l'annuncio del premier Renzi sul fisco sollecitando tempi piu' brevi sulla riforma delle pensioni: ''Se il governo intenderà anche estendere il bonus da 80 euro ai pensionati fino ad oggi esclusi, noi siamo convinti che il taglio della Tasi sia la strada giusta, ma chiediamo anche di affrontare al piu' presto la questione delle pensioni. Non è possibile - ha osservato- attendere il 2018 per riformare la Fornero. Renzi riveda il suo cronoprogramma. La revisione della riforma è urgente per ricreare le condizioni di una vera flessibilità in uscita che tenga conto del fatto che i lavoratori non sono tutti uguali'', ha concluso. 

http://www.cisl.it/

La proposta della Cisl per un nuovo modello contrattuale



Migliorare le performance di impresa, migliorare il salario

La contrattazione volano di sviluppo economico e sociale capace di rilanciare la competitività delle imprese attraverso la valorizzazione del lavoro: questo il messaggio centrale della proposta della CISL per un nuovo modello contrattuale.
Questi i filoni su cui attuare questo progetto:
  1. Un contratto nazionale più votato alle tutele generali normative e salariali e alla governance del sistema di relazioni e meno alle normative di dettaglio. In questo quadro il contratto nazionale fissa i minimi salariali in alternativa al salario minimo di legge e promuove la previdenza complementare. L'obiettivo centrale è la tutela del potere di acquisto dei salari anche alla luce delle attese inflazionistiche nell'Eurozona.
  2. Un rafforzamento della contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale da attuarsi attraverso un trasferimento di competenze dal contratto nazionale sulle materie che si gestiscono in azienda e sul territorio.
  3. La spinta alla pratica della contrattazione per innovare l'organizzazione del lavoro orientata alla produttività ed alla qualità.
  4. L'istituzione di un significativo salario di garanzia da corrispondere ai lavoratori delle aziende in cui non si fa contrattazione di secondo livello, come La diffusione del welfare contrattuale a livello di azienda e di territorio come risposta ai bisogni sociali delle persone e come fattore di fattibilità per gestire i tempi di lavoro in modo più flessibile nella ricerca della conciliazione tra esigenze delle aziende e delle persone.
  5. La partecipazione dei lavoratori, sia nella condivisione delle scelta d'impresa attraverso strumenti efficaci di informazione e consultazione, sia nella valorizzazione del loro "sapere organizzativo" orientato all'innovazione dell'organizzazione del lavoro.
  6. La promozione della professionalità responsabile che valorizza il lavoratore promuovendone e riconoscendone il ruolo oltre la rigidità delle mansioni in termini di polivalenza e polifunzionalità.
    - Il rafforzamento della formazione continua attraverso il miglioramento della normativa delle 150 ore ed il sostegno economico con la decontribuzione delle ore impiegate. La valenza strategica della formazione richiede la creazione della figura del delegato aziendale alla formazione.
    - Un progetto di formazione congiunta, attraverso iniziative che mettono insieme management e delegati sindacali, per promuovere congiuntamente un nuovo corso di relazioni industriali basato sulle conoscenze comuni e orientato alla trasparenza ed alla proposta.
  7. La gestione contrattuale delle misure del Jobs Act orientata al contrasto del falso lavoro autonomo, contro l'abuso delle partite IVA e la gestione mirata delle deroghe previste anche recuperando le tutele preesistenti per il lavoro a progetto.
    - La promozione delle politiche attive del lavoro a partire dall'integrazione tra sistema pubblico e privato dei servizi al lavoro, promuovendo i percorsi di ricollocazione e di passaggio da lavoro a lavoro e riducendo il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Al Governo la CISL chiede di sostenere un progetto di riforma della contrattazione orientato alla competitività attraverso la valorizzazione del lavoro ripristinando gli incentivi finalizzati ad una contrattazione di qualità attraverso le agevolazioni fiscali e contributive.
Il testo integrale della proposta (file pdf)


martedì 21 luglio 2015

Agcom Qualità e tariffe

Agcom/2 Qualità e tariffe

Dopo l’anticipazione di tre settimane fa, la delibera che spiega nel dettaglio cosa prevede in materia il Garante. Sessanta giorni di tempo per ricorrere al Tar del Lazio

Dopo il recapito (news precedente) ecco i dati riguardanti la seconda delibera, la 396. Anch’essa datata 25 giugno e pubblicata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ieri pomeriggio. S’intitola “Nuovi obiettivi statistici di qualità e nuove tariffe degli invii postali universali”, richiamando poi l’articolo 1, comma 280, della legge 190 del 23 dicembre 2014, ossia la legge di stabilità. Quella che ha permesso di introdurre i cambiamenti in modo da tagliare i costi.
Per ciò che riguarda la tempistica, la posta ordinaria (ma anche massiva, raccomandata ed assicurata) dovrà raggiungere il destinatario in quattro giorni lavorativi successivi a quello d’inoltro (tecnicamente, è il “J+4”) nel 90% dei casi; sei nel 98%. Per il pacco ordinario vale il “J+4” nel 90%.
Per la prioritaria, invece, sarà un giorno lavorativo seguente per almeno l’80% degli invii provenienti e destinati a comuni serviti cinque giorni a settimana. Diventano due per l’80% delle spedizioni provenienti o destinate a centri serviti a giorni alterni, tre se provenienti e destinati a centri serviti a giorni alterni. Ad ogni modo, dovrà valere il “J+4” per almeno il 98% dei frangenti, indipendentemente dagli altri parametri. Dovrà essere contemplata la rendicontazione degli esiti di consegna, “prestazione che consente di conoscere l’esito delle spedizioni nazionali”.
L’Agcom “si riserva d’intervenire con prescrizioni puntuali ove gli obiettivi non siano rispettati”, anche imponendo all’operatore di praticare prezzi differenti per diversi livelli di qualità e di prevedere sistemi di indennizzo automatico.
Le modifiche tariffarie saranno introdotte con l’1 ottobre 2015. Da tale giorno, Poste italiane potrà praticare per il servizio ordinario “un prezzo che non sia superiore a 0,95 euro/invio”. La cifra si riferisce al primo porto, quindi nei venti grammi di peso; per tutte le altre fasce ed i formati non standard, nonché per gli invii all’estero, gli avvisi di ricevimento, la ordinaria on-line, i costi dovranno risultare “accessibili all’insieme dell’utenza e nel rispetto dei principi di equità, ragionevolezza e non discriminazione”.
Un concetto simile viene ribadito per il supporto prioritario: “prezzi accessibili, nel rispetto dell’equità e della ragionevolezza”.
Definito il passaggio seguente: dall’1 gennaio 2017, l’azienda avrà la facoltà di variare il limite tariffario massimo “in misura inversamente proporzionale all’andamento dei volumi di traffico”, sapendo che il periodo di vigenza del disposto è quello previsto dal contratto di programma 2015-2019 ed ogni eventuale incremento degli oneri avrà efficacia almeno annuale.
Ora la “palla” potrebbe passare ai cittadini, in quanto hanno la facoltà di impugnare l’atto davanti al Tribunale amministrativo regionale del Lazio entro sessanta giorni dalla notifica.


http://www.vaccarinews.it/

L’Autorità ha approvato il provvedimento definitivo relativo ai nuovi obiettivi statistici di qualità e determinazione delle tariffe degli invii di posta prioritaria e degli altri servizi universali.
L'entrata in vigore delle nuove condizioni economiche e dei nuovi obiettivi di qualità dei servizi universali è fissata al 1° ottobre 2015. Da tale data Poste Italiane potrà praticare per il servizio di posta ordinaria un prezzo che non sia superiore a 0,95 euro/invio e per il nuovo servizio di posta prioritaria, prezzi accessibili, nel rispetto dell'equità e della ragionevolezza. 
Quanto ai nuovi obiettivi di qualità, per la posta ordinaria è pari a quattro giorni lavorativi successivi a quello d’inoltro nella rete postale nel 90% dei casi, mentre per la posta prioritaria è pari ad un giorno lavorativo successivo a quello di inoltro nella rete postale per almeno l’80% degli invii. Il nuovo obiettivo così definito è rispettato a livello nazionale e tiene conto degli effetti sui Comuni in cui l'invio e/o la ricezione della posta possa avvenire a giorni alterni. Le nuove condizioni economiche ed i nuovi obiettivi di qualità sono in linea con quanto disposto dalla legge di stabilità poiché assicurano la sostenibilità dell'onere del servizio universale